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Astici confezionati vivi ad Auchan, è maltrattamento animale

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Dopo le polemiche per le foto diventate virali di due dipendenti del Carrefour dove si ridicolizzavano animali morti, è ora di Auchan. Nelle immagini che stanno facendo il giro dei social si vede un astice vivo all’interno di una confezione, pronta per essere venduta. Rinaldo Sidoli, responsabile del centro studi del Movimento Animalista ha denunciato l’accaduto chiedendo ad Auchan di avviare un indagine: “Spettabile Auchan Italia, confezionare animali vivi non è altro che un maltrattamento, reato, previsto e punito dagli artt. 544 ter e 727 del c.p. Rispettare la dignità animale rappresenta un alto imperativo morale, che è venuto meno nel vostro punto vendita di Giugliano. Vi prego cortesemente di avviare accertamenti urgenti affinché simili fatti non si ripetano più”. Anche se in Italia non esiste una norma che garantisca il benessere di prodotti della pesca vivi, nel 2007 l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna ha espresso un parere, su richiesta del Comune di Roma, dal titolo “sofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione”.

Questa è una pratica scorretta sia dal lato del maltrattamento dell’animale costretto a stare sul ghiaccio con le chele legate, sia dal punto di vista della sicurezza alimentare. I prodotti della pesca vivi possono essere stoccati in acqua o fuori secondo delle precise indicazioni. La soppressione deve avvenire esclusivamente su animali anestetizzati mediante freddo e da personale formato per tutelare il benessere dell’animale.