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I cacciatori sparano nelle vallate piemontesi agli animali in fuga dalle fiamme

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Gli incendi dolosi che divampano nelle vallate piemontesi da una settimana stanno mettendo a dura prova boschi ed ecosistemi montani. E, come se non bastasse, “la fauna messa in fuga dalle fiamme e nel fumo trova le doppiette di cacciatori” che approfittano di esseri terrorizzati e disorientati per fare una carneficina. È quanto denuncia Lipu-BirdLife per bocca di Riccardo Ferrari, consigliere della associazione animalista, che chiede un maggiore impegno da parte delle istituzioni in queste attività venatorie. “Le aree percorse da incedi e le zone limitrofe devono essere tutelate in modo più rigido contro la scriteriata voglia di uccidere di pochi”. Ferrari ricorda che la caccia mette a repentaglio l’incolumità del personale che sta operando contro gli incendi. Sulla protezione della fauna è intervenuto anche Rinaldo Sidoli, responsabile del centro studi del Movimento Animalista, che ha ricordato l’impegno del suo partito per fermare la caccia. È ancora attiva la petizione #stopcaccia sulla piattaforma Change.org con oltre 24 mila firme che saranno consegnate al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al premier Paolo Gentiloni. Sidoli ricorda che la stagione venatoria andava fermata a causa del forte stress ambientale che va avanti da tutta l’estate.

Il dirigente animalista spiega che esistono norme per fermare la caccia: “A cominciare dalla legge quadro 353/2000 che all’art. 10 prevede lo stop alla caccia per 10 anni in tutte le aree colpite dagli incedi. C’è la legge 157/92 che dà a Stato e Regioni gli strumenti normativi per intervenire contro questi disastri ambientali. Tra questi, il comma 1 dell’articolo 19, che consente alle regioni di ‘vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali’, e il comma 1bis dell’articolo 1, che permette allo Stato di adottare le misure necessarie per tutelare i volatili”. Conclude Sidoli ricordando che i Sindaci possono adottare ordinanze urgenti per fermare la caccia, come già fatto ad esempio dal Comune di Cumiana.

Con gli ultimi incendi è salita a circa 140mila ettari l’estensione di bosco andata a fuoco dall’inizio dell’anno, il triplo del 2016. Il Movimento Animalista chiede al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, di fermare la caccia immediatamente in tutto il territorio. La Regione ha sospeso la caccia dal 27 ottobre fino al 5 novembre unicamente nella bassa Val Susa e Val Sangone. “Bisogna dichiarare urgentemente lo stato di emergenza considerato che il protrarsi di questa situazione di emergenza sta arrecano un grave danno per la salute delle specie animali e dell’ambiente circostante, già falcidiati dalla caccia”. Coldiretti parla di emergenza siccità, con un calo delle piogge nel nord del Paese del 54% rispetto alla media nazionale, e con punte del -98% in Piemonte e del -67% in Lombardia.