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Cane lupo impiccato sotto l’arco di ingresso di Rocca Priora, identificato il responsabile

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Cane lupo impiccato sotto l’arco di ingresso di Rocca Priora. È stato identificato l’assassino, un allevatore, che avrebbe agito per ritorsione. Ne dà notizia tramite la sua pagina Facebook il responsabile nazionale del centro studi del Movimento Animalista, Rinaldo Sidoli: “Il povero pastore tedesco è solo l’ultima vittima della campagna d’odio fomentata dalle lobby che troppo spesso trovano una sponda nel mondo politico e istituzionale. La predazione fa parte del ciclo della natura. Ammazzare i lupi o qualunque animale che gli somigli, anche solo vagamente, crea gravi danni ecologici”. Ricorda il leader animalista: “Nell’ultima settimana oltre al pastore tedesco di Rocca Priora, sono stati uccisi ben quattro lupi: due in Toscana, uno nelle Marche e uno in Basilicata”. Ma nella zona dei Castelli Romani si registrano altre violenze contro gli animali. Sidoli ricorda: “il precedente di inizio ottobre, quando un cagnolina – una meticcia – è stata trovata impiccata a un albero nel parco di Rocca di Papa”. Le modalità sono sempre le stesse.

Gli fa eco anche l’Enpa che si costituirà parte civile: “Ringraziamo i carabinieri che con una vera e propria indagine lampo hanno identificato il presunto uccisore del cane lupo. Se l’uomo sarà rinviato a giudizio, ci costituiremo parte civile nel procedimento che ne seguirà. In un contesto nel quale le uccisioni di randagi e lupi non si contano più, riusciamo finalmente a individuare uno degli autori degli animalicidi”. L’uomo avrebbe agito come “ritorsione” perché i suoi animali in passato sarebbero stati oggetto di predazione.

Conclude Enpa: “Evidentemente si trattava di pecore incustodite altrimenti tutto ciò non sarebbe mai accaduto. È da irresponsabili pretendere di abbandonare gli animali cosiddetti da reddito a loro stessi senza che nulla accada. I veri colpevoli di queste predazioni non sono né i lupi, né i randagi e neanche gli ibridi, ma gli allevatori stessi”.