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Frigg e Marley sono stati ammazzati, gli Amstaff sono illegali in Danimarca

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La Corte Suprema danese ha condannato a morte i cani Frigg e Marley. Alle ore 16:30 sono stati abbattuti. È la tanto contestata norma sulle razze pericolose, che prevede l’eutanasia. I padroni dei cani, Søren Bruun e Anders Bruun, hanno fatto tutto il possibile per salvarli. Il processo è durato per ben tre anni. Secondo la polizia i cani appartenevano alla razza Amstaff e andavano uccisi. Ma stando alla tesi dei proprietari e dei loro periti erano un incrocio e non potevano appartenere alla lista dei cani pericolosi. “È deludente. Perdi completamente la fiducia nel sistema giudiziario. Non ci aspettavamo che la Corte Suprema fosse d’accordo, ma ci aspettavamo che avrebbero almeno riguardato argomenti che abbiamo sostenuto. Non lo hanno fatto” è quanto ha dichiarato – Anders Bruun – chiaramente frustrato subito dopo la sentenza.

Questa triste storia ci riporta in mente il caso Iceberg, il Dogo argentino, entrato legalmente a Copenaghen e sequestrato a fine maggio. È tutt’ora detenuta nel braccio della morte. Il 9 novembre il parlamento danese dovrà votare la norma salva iceberg, potrebbe finalmente arrivare la tanto attesa libertà per una ‘cittadina italiana’ arrestata e condannata alla pena di morte ingiustamente. Giuseppe Perna, il proprietario, ha espresso solidarietà alla famiglia di Frigg e Marley e ha invitato gli utenti dei social a non postare insulti contro le autorità danesi: “ora chiedo a tutti, riguardo Iceberg, di mantenere la calma. Queste sono leggi danesi. Noi siamo italiani, non c’entriamo nulla. Mi dispiace, ma è così. A noi il 9 dovrebbero cambiare la legge. È una legge della Danimarca, noi non c’entriamo. Noi siamo italiani e stanno cambiano la legge apposta per noi italiani, per gli stranieri. Quindi per favore mantenete la calma contro i danesi e rimaniamo sempre rispettosi, sono sempre le loro leggi, anche ingiuste, ma sono le loro leggi”.

La notizia della morte di questi cani rimbalza immediatamente sui social network e volano le condivisioni con tanto di insulti. Sarà Perna a stemperare i toni con una nuova diretta Facebook: “allora ragazzi, ora sono serio più che serio, per tutti quelli che seguono il caso di Iceberg. Lasciate Frigg e Marley fuori. Loro erano danesi. Non facciamo il gioco dei danesi che ci vogliono provocare. Per favore smettete di parlare di Frigg e Marley per due giorni. Ragazzi, voi non sapete cos’è il dolore. Io capisco quei ragazzi perché quei ragazzi hanno provato lo stesso mio dolore. Quindi per favore smettete. Non vogliamo che Iceberg faccia la stessa fine di Frigg e Marley. Smettete subito di parlare di questo caso, altrimenti mettiamo a rischio la vita della mia bimba. Sono mesi che sto combattendo. Smettetela per favore. Sono due casi diversi. Noi dobbiamo pensare ad Iceberg, che è italiana e deve lasciare la Danimarca. Dobbiamo portare Iceberg a casa”.

Sul tema è intervenuto anche Rinaldo Sidoli, responsabile del centro studi Movimento Animalista, che attraverso una nota ha espresso solidarietà ai proprietari dei cani abbattuti: “con voi se ne va l’innocenza e l’amore di esseri che sanno amare più di se stessi. Non avevate nessuna colpa, solo quella di appartenere agli Amstaff, razza illegale in Danimarca. Siete stati condannati a morte per una legge che non riconosce il diritto alla vita. Oggi abbiamo perso una battaglia, ma non la guerra. Continueremo a lottare per Iceberg, il 9 novembre verrà decisa la sua sorte”. Il dirigente animalista, che ha raccolto più di 416 MILA firme per riportare Iceberg in Italia, ha condiviso l’appello di Perna a mantenere i toni pacati senza scivolare nell’insulto.