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Ghisby
Ghisby

La volontaria dell’ENPA, Giovanna Donina, che gestisce il rifugio per animali Domi ha trovato sotto casa il suo gatto agonizzante dopo essere stato mutilato e scuoiato vivo. L’orrore si è consumato alla Beata di Pian Camuno dove abita la proprietaria del gatto Ghisby. I carabinieri sarebbero già sulle tracce del responsabile delle sevizie. Se individuato dovrà rispondere per maltrattamento di animale con l’aggravante di aver agito per motivi abietti e con crudeltà. La legge prevede la reclusione da 3 a 18 mesi o una multa da 5 mila a 30 mila euro, aumentata del 50% se l’animale muore, come in questo caso. Nella corte dei Bogie gli animali sembrano essere finiti nel mirino. Giovanna ricorda: “Tre anni fa mi hanno avvelenato il cane, mentre poco tempo fa un altro gatto è morto dopo aver mangiato delle esche killer. Qualche giorno prima dell’atroce gesto su Ghisby ho ricevuto delle intimidazioni. Io vorrei che l’autore che l’autore di un simile gesto pagasse per quello che ha fatto“.

Dal web è partita una campagna di solidarietà con l’hashtag #Controlaviolenzasuglianimali con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di apportare delle modifiche al Codice penale e altre disposizioni in materia di delitti contro gli animali. Il Responsabile nazionale Verdi settore Tutela e salute degli animali, Rinaldo Sidoli: “Chi ammazza degli esseri innocenti è un pericolo per la società. È un fatto di una gravita inaudita che non deve rimanere impunito. Non è possibile che un essere ‘umano’ possa compiere un’atrocità simile“.

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