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I cyber-poachers, assassini che braccano specie in via di estinzione col GPS

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I bracconieri sono tutti criminali. Catturano splendidi volatili come il pettirosso a cui gli spezzano le zampette con le trappole ad arco, ci sono quelli che ammazzano i lupi con le polpette imbottite di cianuro, e infine i più crudeli, quelli che tagliano il corno ai rinoceronti lasciandoli agonizzanti in una morte lenta. Tra i cacciatori di frodo spunta una nuova figura di delinquente. Sono i cyber-poachers, degli assassini che braccano le specie in via di estinzione intercettando le frequenze inviate dai collari GPS. Localizzano gli animali, e poi li massacrano. Questi banditi hanno dei complici, hacker che violano gli account email a cui vengono inviati i dati trasmessi dalle frequenze dei collari degli esemplari di specie protette. I collari vengono utilizzati dagli etologi o dalle guardie forestali per studiare il comportamento degli animali, per valutare il loro territorio di caccia o per tenere sempre sotto controllo i loro spostamenti.

Ma è diventa una nuova trappola per degli animali che sono condannati a scomparire per sempre. L’allarme è stato lanciato dai Paesi africani, dove la preda prediletta dei cacciatori illegali è l’elefante, anche perché oggi nel sud-est asiatico l’avorio delle loro zanne costa più di mille dollari al chilo. Questa pratica criminale si è diffusa anche in India dove diverse tigri sono state braccate nella riserva Panna Tiger, fortunatamente la batteria del GPS si è scaricata. Non va meglio in Canada dove i biologi della Carleton University di Ottawa hanno denunciato questo sofisticato sistema di bracconaggio sul lupo canadese.