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Ennesima brutta figura internazionale per Roma.

Dopo la monnezza nostrana, la capitale d’Italia si è distinta anche per il maltrattamento degli animali.

Roma un inferno per i cavalli” così titolano molte testate giornalistiche straniere tra cui le inglesi “The Guardian” ed “Indipendent ed il giornale neozelandese The New Zealand Herald“, dopo che le immagini del cavallo stramazzato a terra a Via Condotti il 17 Ottobre scorso, hanno fatto il giro del mondo.

Il video dell’incidente è stato girato da una donna che si trovava sul posto e grazie alla condivisione sui social è arrivato alla stampa oltralpe, suscitando numerose reazioni di sdegno per ciò che questi poveri animali devono subire ogni singolo giorno della loro vita.

Questo episodio purtroppo però non è una caso isolato. Di infortuni gravi che hanno anche causato anche la morte dei cavalli, ne sono accaduti spesso negli ultimi anni.

Nel giugno 2008 un cavallo morì dopo essere stato investito da un’auto. Alcuni mesi dopo, un altro di 18 anni, chiamato Birillo, morì mentre lavorava vicino al Colosseo dopo essere stato sorpreso dal rumore di un camion di passaggio. Un altro crollò per il caldo a Piazza di Spagna nell’estate del 2012.

Nonostante le vane promesse nel 2016 durante la campagna elettore dell’attuale sindaca Virginia Raggi di dismettere le botticelle, così vengono chiamate le carrozze trainate dai cavalli, nulla ad oggi è stato fatto.

I cavalli continuano a subire maltrattamenti in mezzo al caos del traffico romano, tra smog, caldo infernale oltre i 35 gradi, manto stradale scivoloso, carichi pesanti (solo la carrozza pesa 800 kg). Uno scempio alimentato anche da turisti insensibili che sembrano non comprendere quanta sofferenza devono subire questi animali per accontentare un capriccio.

Roma è così bella da girare a piedi, che senso può avere nel 2019 essere gli artefici di questo sfruttamento legalizzato? Perché continuare ad utilizzare un metodo così antiquato per visitare le città, che non ha più motivo si esistere in un paese civile?

Insomma questa pratica retrograda, barbara, primitiva, che ci fa vergognare di essere cittadini romani, continua a sussistere grazie al beneplacito di Comune e governo, in un rimpallo di responsabilità che non arriva mai ad una soluzione definitiva, nonostante le numerose proteste di associazioni animaliste e liberi cittadini che non sopportano più di vedere tanta sofferenza sulle strade.

A Roma sono 32 i vetturini ancora in possesso della licenza che non hanno nessuna intenzione di convertirle in licenze taxi perché le botticelle sono un affare redditizio, visto il costo altissimo per un giro in carrozza: 350€ per trasportare quattro persone attorno ai monumenti chiave della capitale italiana per due ore, senza dover fare uno straccio di fattura o ricevuta, soldi intascati senza oneri.

Sottoporre gli animali al lavoro disumano nel nome di una tradizione anacronistica è un abuso di animali“, ha detto Rinaldo Sidoli, portavoce del gruppo di attivisti per l’ambiente e gli animali, Alleanza Popolare Ecologista. “Chiediamo al sindaco, Virginia Raggi, di fermare subito questo sfruttamento ingiustificato degli animali

La vista di un cavallo che cade a terra ha lasciato molti turisti inorriditi“, ha aggiunto Sidoli. “Lo spettacolo vergognoso è stato l’ennesimo colpo all’immagine dell’Italia. È giunto il momento per il parlamento di ascoltare la crescente sensibilità degli italiani nei confronti dei diritti degli animali ”.