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Roma, aggredito il consigliere Diaco per l’ordinanza contro le botticelle

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(ultimenotizie) – Roma, 28 giugno 2019 – All’Agenzia Nova Diaco ha raccontato di essere stati vittima di una aggressione: “Questa mattina sono venuti in ufficio da me circa una trentina di vetturini delle botticelle. Erano in protesta per la recente ordinanza sindacale che vieta la circolazione ai cavalli con temperature oltre i 30 gradi. Alcuni di loro, 3 o 4 persone, a un certo punto hanno alzato la voce e ho dovuto chiamare la polizia locale. Mi hanno minacciato e quindi la preoccupazione c’è stata e c’è. Lunedì sporgerò denuncia, ma intanto gli agenti intervenuti hanno attenzionato la situazione”. Diaco ha assicurato di stare “bene, a parte lo spavento che c’è stato”. Non è tardata la nota di vicinanza da parte delle associazioni animaliste. “Esprimiamo solidarietà al presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, Daniele Diaco, per la vile aggressione subita questa mattina all’interno della sede l’Ufficio Tutela Animali”, così in una nota Rinaldo Sidoli, presidente di Alleanza Popolare Ecologista (Ape). “Il consigliere Diaco – spiega – è stato minacciato di morte da un gruppo di circa 25/30 persone identificate come vetturini delle ‘botticelle’. Il grave atto arriva all’indomani dell’ordinanza n.115 emanata dalla sindaca Raggi che vieta la circolazione fino al 30 settembre 2019 per le vetture pubbliche a trazione animale e di ogni attività di trazione o trasporto con equidi qualora la temperatura risulti pari o superiore ai 30 gradi centigradi. Un provvedimento di civiltà a tutela del benessere degli animali che vengono sfruttati quotidianamente”. Conclude Sidoli: “Ci auguriamo che gli autori di questo grave atto di intimidazione vengano identificati e puniti. Le botticelle vanno abolite. I cavalli non possono rimanere alla mercé di individui pericolosi che non hanno rispetto per le istituzioni. Auspichiamo che la maggioranza in Parlamento voti compatta a favore di un cambiamento chiaro e completo, che preveda l’abolizione dell’art. 70 del codice della strada al fine di ridare la meritata libertà ai quadrupedi”.