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“Dal 31 maggio all’8 settembre torna il Gay Village a Testaccio. Dopo 10 anni passati ininterrottamente al Parco del Ninfeo all’EUR, arriva l’evento estivo con una potenza acustica di 90 decibel”. Lo rende noto Rinaldo Sidoli, responsabile nazionale iniziative speciali della onlus Le.I.D.A.A. (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente). “Un momento di festa – prosegue – non si deve trasformare in una tortura per i cavalli delle botticelle. Questi animali di giorno vengono sfruttati in turni faticosi sotto il sole, pesantemente bardati, anche nelle ore più calde. La loro unica consolazione è una vita fatta di cemento, traffico e smog. La notte quando dovrebbero riposare vengono richiusi nelle stalle infette del Monte dei Cocci e assordati dalla musica della movida. L’esposizione a livelli troppo alti di rumore crea negli equini problemi di orientamento, riproduzione, ipertensione, perdita di udito, insonnia, problemi cardiaci e stress. È un maltrattamento inconcebile e illegale che si configura in un reato penale. L’inquinamento acustico viene definito dalla Legge n. 447/1995 art. 2 come anche deterioramento degli ecosistemi”.

Conclude la nota Sidoli: “La giunta Raggi aveva promesso di abolire questo servizio anacronistico fondato sulla sofferenza e di riportare la legalità nella Capitale. Intanto i cavalli continuano ad essere tranquillamente detenuti nella ‘stalle’ di Testaccio, anche se sequestrate dalla magistratura, con l’elettricità pagata dal Comune di Roma. Nemmeno vengono limitati e controllati i decibel emessi dalle fonti di rumore da chi avrebbe il dovere d’ufficio di farlo.

Chiediamo alla sindaca Raggi di trasferire per l’intera durata della kermesse i cavalli nelle scuderie del Pincio, strutture inutilizzate che sono costate oltre 1.300.000 euro di soldi pubblici, altrimenti partiranno le denunce. Il Comune, nella persona del sindaco, è responsabile del benessere degli animali presenti sul territorio comunale, e della loro salute ed incolumità. Lo afferma la IV Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 148 del 2017”.