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Yulin: il festival dell’animalismo ipocrita

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Partiamo subito da un concetto chiaro: Yulin Dog Meat Festival nel sud della Cina è un evento disgustoso, crudele ed indifendibile: migliaia di cani e gatti vengono massacrati in modi inumani per essere mangiati. Moltissime persone in tutto il mondo si indignano, piangono, firmano petizione per mettere fine alla barbarie alla vista di quelle scene orribili. Ma da essere umano che ha scelto di non mangiare alcun animale mi chiedo: perché solo i cani? Perché ci sembra che ci interessi la causa animalista solo quando cani e gatti vengono brutalmente massacrati?

Questo comportamento però dovrebbe farci profondamente riflettere.
Cani e gatti vengono considerati membri della famiglia, non cibo, quindi quando veniamo a conoscenza di massacri come quello di Yulin dove questi animali invece diventano carne da macello ci indignamo, ci sentiamo frustrati, siamo disturbati nel vedere quelle immagini strazianti.
Ma è esattamente quello che succede nei mattatoi di tutto il mondo ogni giorno a mucche, vitelli, maiali, polli, conigli, senza dimenticare i pesci, e sembra non interessare quasi nessuno, tranne ai vegani. Indignarsi per cani e gatti ma fregarsene del destino di tutti gli altri è un comportamento dissonante e molto ipocrita. Coloro che firmano le petizioni contro Yulin, sente di essersi attivata per la difesa dei diritti degli animali ma questo è un primo esempio di attivismo pigro e conveniente che nulla ha a che fare con l’animalismo.

Girate la testa dall’altra parte sull’omicidio di maiali, mucche, polli, tacchini, pecore, agnelli, capre e altri. Vi convincete, consapevolmente o inconsciamente, che questi animali sono creature biologicamente inferiori a quelli che scegliete di non consumare. Naturalmente, in quasi tutti i casi non ci sono prove a sostegno di questa teoria, ma sicuramente rende le cose più facili e accettabile per giustificare la decisione di continuare a mangiarli senza sensi di colpa.

C’è un grande numero di attivisti da tastiera che prende spudoratamente un cheeseburger per il pranzo subito dopo aver firmato una petizione contro l’abuso di animali. Un atto del genere è così immerso nella mellifluità che confina con la satira. Soprattutto quando analizziamo i numeri.

Al Festival di Yulin, che dura una settimana, si stima che circa 10.000 cani e gatti vengano consumati ogni anno. Molti cani sono spellati vivi o picchiati a morte. È davvero vile, e la consapevolezza sollevata ha portato a delle restrizioni e persino divieti in alcune aree della Cina. Tuttavia, in termini di morte di animali ai fini del consumo umano, il Festival Yulin è solo una goccia in un oceano.

Secondo i dati dell’USDA, nell’aprile 2017 gli Stati Uniti hanno prodotto 3,9 miliardi di chili di carne rossa.

Sono stati uccisi:

9,34 milioni di maiali

2,4 milioni di mucche (ulteriori 39000 vitelli)

179.000 pecore

Suddiviso di giorno equivale a:

311.333 maiali

80.000 mucche (ulteriori 1.300 vitelli)

5.983 pecore

Sono 398.616 gli animali uccisi ogni giorno nei macelli negli Stati Uniti. In media, gli americani consumano 198.51 libbre di carne all’anno – il secondo totale più alto del pianeta, proprio dietro l’Australia.

Se il Festival di Yulin vi disgusta, anche le pratiche quotidiane dei mattatoi domestici dovrebbero farlo. Chi acquista carne, sostiene direttamente queste pratiche.

È molto più scomodo cambiare le proprie abitudini alimentari piuttosto che firmare una petizione e fingere indignazione sui social media. Ma questo non è animalismo e ipocrisia bella e buona, si chiama praticare “l’empatia selettiva”.
Ad esempio quando vediamo la foto di un cacciatore tronfio in piedi accanto a un elefante, giraffa, leone, rinoceronte che ha appena ucciso siamo profondamente disturbati dal quella immagine.
Ma la maggior parte di voi mangia carne e non mette mai piede in un macello per vedere come vengono massacrati quegli animali che vi ritrovate nei piatti, non ne avete il coraggio.

La maggior parte di voi non si preoccupa minimamente di guardare documentari o cercare informazioni sul modo in cui degli animali innocenti, amabili, empatici, che respirano, che soffrono, che gioiscono proprio come noi, vengono fatti diventare pezzi di cadaveri, pronti per finire nelle mandibole di esseri umani ingordi, solo per soddisfare un mero piacere egoistico.
Dovremmo sempre sforzarci di essere meno falsi e più autoriflessivi dello stoicismo delle nostre routine e della natura ristretta del nostro attivismo.
Yulin dura una settimana all’anno, ma sembra che ci preoccupiamo molto di più di quello che succede lì, che di quello che succede qui, ogni giorno, nei mattatoi di casa nostra.