Home Ambiente Diffondetela per protestare contro chi avvelena Taranto, è l’appello di Emiliano

Diffondetela per protestare contro chi avvelena Taranto, è l’appello di Emiliano

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“Caricate e diffondete questa foto per protestare contro coloro che a Taranto avvelenano la città ricoprendola di micidiali polveri sottili”. È quanto scrive il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Una immagine per denunciare l’emergenza diossina e l’emissione di benzo(a)pirene che proviene dall’Ilva. Proprio qualche giorno fa il governatore pugliese aveva condiviso su Facebook il video di un uomo che, sosteneva di essere un dipendente dell’Ilva, filmava il cielo del quartiere Tamburi, a ridosso dell’industria siderurgica, ricoperto da una nube rossastra. Emiliano non ne può più e gioca la carta dell’ambientalismo. Lo aveva annunciato quando si era candidato alla segreteria del PD che sarebbe rimasto nel partito per “fare la guerra”. In questo capoluogo muoiono 1.500 persone all’anno per tumori, con un incremento del 28% rispetto al 1990, è il dato Istat del 2014. Le associazioni ambientaliste hanno chiesto a più riprese di sigillare i parchi minerali, ma nulla di fatto, resteranno aperti almeno fino al 2023. Ogni anno 700 tonnellate di quei veleni volano in aria, finendo a colpire le vie respiratorie, causando malattie e morti. Avviene tutto in maniera legale, visto che i dodici decreti salva-Ilva dei governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni prevedono l’insequestrabilità della fabbrica durante l’esecuzione delle prescrizioni dell’Aia. È il nodo del ricatto occupazionale, dell’oscena scelta fra salute e lavoro, che in questa città non possono essere esercitati contemporaneamente.