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La legge sulle microplastiche è ferma, nel 2050 nei mari ci saranno più rifiuti che pesci

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Se la tendenza non sarà invertita a breve nel 2050 nei nostri mari ci saranno più rifiuti che pesci. Gran parte della colpa è della microplastiche di cui i prodotti cosmetici per l’igiene sono pieni. Per capire in concreto se i prodotti che abbiamo a casa contengo microplastiche è semplicissimo basta guardare la lista degli ingredienti e cercare il polietilene. Abbiamo trovato almeno 80 prodotti, 81 in realtà, in vendita in questo momento in Italia, probabilmente sono anche molto di più, che contengono polietilene e il risultato è a volte anche impressionate. In un singolo flacone di prodotto cosmetico da 250 ml possono essere presenti fino a 750mila particelle plastiche. È quanto risulta da uno studio condotto da MedSharks con il supporto tecnico del Cnr Ismac Biella, Università del Salento e Università degli Studi Roma Tre. Per questo ora le associazioni ambientaliste chiedono che la legge che ne vieta l’utilizzo nell’industria cosmetica, già passata alla Camera, e ora arenata al Senato sia approvato in via definitiva prima della fine della legislatura. Il problema principale è che questi micro frammenti vengono scambiati dei pesci come come plancton, come cibo e essendo questi microframmenti un grande attrattore di sostanze inquinanti, quando i pesci ingerisco queste micro plastiche ingeriscono anche gli inquinanti presenti su questi micro frammenti. C’è il rischio concreto che queste sostanze inquinanti entrino nel corpo dei pesci e quindi entrino nella catena alimentare, arrivando a minacciare anche la salute dell’uomo. Bisogna trovare il modo di non far più arrivare le plastiche nel mare. Pensate che noi nel mare vediamo soltanto il 15% delle plastiche. L’85% è sul fondo, quindi quando la plastica è entrata del mare, non c’è più nulla da fare. I numeri sono impressionanti, secondo le stime delle Nazioni Unite, ogni anno finiscono negli oceani 8 milioni di tonnellate di plastica per un danno economico a livello mondiale che arriva sfiorare gli 8 miliardi di euro.