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Piano Energetico Nazionale, strategie e incentivi

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Arriva finalmente una buona notizia, pronto il nuovo piano energetico nazionale. Per una crescita sostenibile sono previsti 175 miliardi da suddividersi in tre rami principali. Reti e infrastrutture di gas ed elettrico, fonti rinnovabili e efficienza energetica. Gli incentivi messi a disposizione servono ad dare accellerare l’uscita completa del carbone nel 2025 con una diminuzione delle emissioni del 40% entro il 2030. Un altro punto delicato sono i mezzi pubblici in circolazione, “pensiamo che ci voglia un incentivo per svecchiare il parco circolante” ha detto il responsabile dello Sviluppo Economico. Allo stesso tempo sappiamo che sostituire gli attuali mezzi con modelli ibridi, elettrici o persino a gas è molto dispendioso quindi ci aspettiamo che le forze politiche si mettano a lavoro per trovare una soluzione e fondi che non vadano a gravare solo sulle tasche dei contribuenti.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda spiega “abbiamo deciso di accettare la sfida” la decarbonizzazione è molto importante anche per dare uno nuovo slancio all’economia creando impresa e infrastrutture. Continua “occorrono infrastrutture il cui elenco condivideremo con la conferenza unificata e lo recepiremo in un d.p.C.m. perchè non ci possiamo permettere di cominciare a lavorare su un processo accellerato e avere regioni e comuni che bloccano ogni infrastruttura in Italia”. Il programma quindi è pronto e si andrà avanti se c’è il convincimento degli enti locali perchè sono parte integrante di questo piano di sviluppo.

Mobilità sostenibile: cinque milioni di auto elettriche al 2030 sono i numeri per arrivare a centrare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale (SEN). “Questa è una strategia, non è un documento di programmazione, è un documento di policy” dichiara il ministro dell’ambiente Galletti. Il Ministro Calenda e il Ministro Galletti danno il via al decreto interministeriale Mise ovvero Ministero dell’Ambiente sulla Sen. Calenda ha enfatizzato i vantaggi che produrrà il piano industriale 4.0 e la Sen perchè “è uno dei due grandissimi assi di sviluppo della politica industriale dei prossimi anni”. Procedendo con questo piano faremo in modo che i prossimi 10-15 anni avremo un Italia più sana e competitiva.

Un’altra buona notizia è il giudizio positivo da parte di Legambiente che dichiara “bene l’uscita dal carbone e l’innalzamento degli obiettivi sulle rinnovabili”. L’uscita dal carbone entro il 2025 è una scelta di fondamentale importanza per la lotta ai cambiamenti climatici. Favorevoli al piano anche da parte del WWF e Greenpeace.