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Controllo dei fatti o censura?

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Uno dei temi più dibattuti di questi ultimi tempi è lo stato di confusione della “comunicazione” in rete e sembra evidente come il nodo che non riusciamo a sciogliere sia quello di quale strada imboccare per regolamentare la produzione delle informazioni nel web che indubbiamente appare come uno spazio grande come un oceano. Allora, la bufera che si è scatenata attorno alle “bufale”, probabilmente, nasconde, secondo noi, anche una certa volontà del “mainstream” di tornare ad avere quell’autorevolezza e quel dominio che possedeva in passato e che anche per via dell’imperio della tecnologia sono andati persi. Questo perché, oggi, tutti scrivono o meglio, a tutti è venuta voglia di esprimere un’opinione o diffondere notizie attraverso la parola scritta, in piena libertà. Di fronte a questo scenario, i giornali tradizionali, sul web, sono costretti a galleggiare in un disordine creativo che non riescono a governare come vorrebbero. Quindi, ricapitolando, il percorso è stato questo: tecnologia(una risorsa indiscutibile), libertà e infine gli effetti collaterali ossia le fake news, l’uso amorale della comunicazione, il cyberbullismo e il discorso d’odio. Poi ci siamo noi come individui “molto social” con il nostro sentirci tutti orizzontali (un bene o un male?) e il nostro proiettare smisuratamente sulla tastiera il nostro ego che non teniamo a freno. E forse qualcosa è sfuggita di mano. Si è scoperto infatti che una notizia falsa può creare danni gravi in una società costantemente connessa.

Abbiamo cominciato a valutare i risultati dell’uso violento della rete che ha prodotto morte o, nei casi meno gravi, distrutto le vite professionali delle persone. Abbiamo saputo di adolescenti vittime di bulli, gravissime violazioni della privacy, parse quasi come dell’istigazioni al suicidio, ragazzine vessate da compagne di classe, figure istituzionali bersagliate da insulti sessisti, celebre il caso della Boldrini o di personaggi televisivi ricoperti di fango come quanto accaduto all’ ex pasionaria Alitalia ed ex GF Daniela Martani che per il “Caos Karma” ha perso la sua serenità a causa degli attacchi e delle minacce subite un pò di mesi fa e abbiamo capito che forse abbiamo creato un mostro. Ed ora? Ora  siamo qui a dirci che “tutto questo non deve più accadere”.

Occorre allora una media literacy e il fact checking ma chi dovrebbe controllare cosa e chi controlla il controllore?  Siamo sicuri che un eccesso di controllo non restauri la censura a danno della contro-informazione che dentro una società avanzata non è necessariamente un luogo di produzione di menzogne ma magari una forma di comunicazione non allineata?La verità è che siamo dentro un dilemma perché di fondo abbiamo bisogno di soluzioni equilibrate. Per garantire la democrazia e non limitarla.