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Festival di Sanremo: lo show di Fiorello salva Baglioni dal disastro

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Nonostante lo share sia stato molto alto, 52,1% superando addirittura l’esordio dello scorso anno con Maria De Filippi e Carlo Conti al 50,4 non si può non dire che questa prima puntata sia stata piuttosto noiosa, lunga e prevedibile, salvata dalla presenza di Fiorello che con le sue incursioni esilaranti ha risvegliato un pubblico affaticato dalla goffagine di Baglioni.
Ora ci chiediamo come farà Claudio a presentare altre 4 serate senza di lui. Fiorello è necessario e funzionale affinché questo Festival sia un successo nell’attesa che si decida a presentarlo piuttosto che ad andare sempre come ospite.
Si ci sono Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, che hanno avuto il merito di portare avanti la carretta della macchina del Festival mentre Baglioni spariva e riappariva sul palco come un fantasma per ricordare a tutti che anche lui c’è, ma si sente la mancanza di una figura carismatica che dia il ritmo e catalizzi su di sé l’attenzione del pubblico. Lo abbiamo capito tutti e anche lui: il conduttore non è il suo ruolo, ma vederlo così impacciato, emozionato, ingessato gli conferiva paradossalmente quell’aria da cucciolo bisognoso di affetto e sostegno per cui risulta difficile bacchettarlo.

Per quanto riguarda le canzoni questa è la nostra pagella.

Annalisa– Ancora devo capire per quale motivo Annalisa venga proposta o potremmo dire imposta a Sanremo ogni 3 per due. Il compitino lo porta a casa, ma le sue canzoni non se le ricorda nessuno, forse solo i bimbiminkia fan di Amici. Voto 4

Ron- Porta un brano scritto da Lucio Dalla. Un brivido corre sulla schiena e la nostalgia prende il sopravvento. Canzone emozionante e delicata cantata con il garbo che gli è proprio, senza urla, come sussurrata ad un’orecchio perché certe melodie hanno bisogno di queste atmosfere per essere apprezzate. Bellissima voto 8

The Kolors – Finalmente propongono un brano in italiano ma forse avrebbero dovuto continuare a cantare in inglese. Si meriterebbero una carriera internazionale, l’italiano non gli è congeniale. C’è da dire che Stash il frontman dei The Kolors è di una bellezza imbarazzante. Voto 6+

Max Gazzè – Porta una ballata cantilenata e dall’aria operistica decisamente noiosa, non consona al suo stile. Gazzè ci ha abituati a ritmi diversi. Voto 5

Ornella Vanoni – In un’edizione dove i super ospiti italiani chiamati ad esibirsi sul palco di Sanremo non hanno un’ombra del successo della Vanoni, per noi ha già stravinto. La canzone scritta dagli autori Pacifico e Bungaro le calza a pennello e lei a 84 anni suonati è impeccabile. Voto 7

Ermal Meta Fabrizio Moro– Eccoli i probabili vincitori di Sanremo, la canzone ci ha convinti al primo ascolto dal vivo anche se la resa televisiva non gli rende giustizia. Accoppiata strategica costruita con l’intento di arrivare sul podio e ci arriveranno. Voto 8

Mario Biondi – Conferma lo stile berrywhiattiano con cui è diventato famoso. Canzone d’atmosfera adatta ad una serata romantica con champagne e fragole, preludio di una notte di sesso sfrenato in un albergo super lusso. Voto 6 e mezzo

Roby Facchinetti Riccardo Fogli– Ma i Pooh non si erano sciolti? In realtà si sono solo smembrati e riuniti a pezzi sparsi. L’effetto amarcord di uomini soli non convince ma la loro commozione alla fine della canzone ha toccato anche il nostro cuore di pietra. Un 6 di incoraggiamento

Lo Stato Sociale– rivelazione di Sanremo 2018. Sconosciuti ai più, passeranno in un batter d’occhio dal pubblico di nicchia al successo popolare e radiofonico. Canzone accattivante, ritmata hanno ridato vita a questo Festival decisamente sottotono. Arriveranno sul podio. Voto 10

Noemi– Il palco di Sanremo ha sempre portato fortuna a Noemi e con questa canzone si riconferma lei, un’interprete raffinata e struggente che quando ha in mano la canzone giusta sa renderla speciale. Voto 7

I Decibel – Effetto resuscitol poco riuscito, canzone mediocre, tiepida senza infamia e senza lode, nessun guizzo melodico. Voto 5

Elio e le storie tese– Hanno voluto salire nuovamente sul palco di Sanremo per dare l’addio ai loro fans in vista dell’imminente scioglimento del gruppo. Ecco lo potevano evitare meglio ricordarli per quello che hanno prodotto piuttosto che per questa ultima performance. Voto 4

Giovanni Caccamo – Effetto soporifero in atto. E’ un Francesco Renga che non ce la fa. Canzone banale e già sentita. Voto 4

Red Canzian – Una delle più belle voci dei Pooh che recupera la sua anima rock da solista. E’ vegano e si vede, grande energia. Noi tifiamo per lui. Voto 8

 Luca Barbarossa – Un ritorno alla canzona romanesca, suo primo e grande amore, che lo ha reso il Barbarossa di Roma spogliata. Uno stornello ben costruito gradevole e garbato. Voto 7

Diodato Roy Paci – La canzone più bella e l’esecuzione più riuscita tra le 20 canzoni in gara. Diodato perfetto, ha finalmente l’opportunità di far vedere quanto vale. Grande performance voto 9

Nina Zilli – L’abito da sposa effetto meringa sul palco dell’Ariston se lo poteva risparmiare. Ci sono cantanti che hanno senso solo a Sanremo e questo è uno di quei casi. Chi si dovrebbe mai comprare questa canzone? Voto 4

Renzo Rubino – Mi sono chiesta chi fosse, devo ammettere l’ignoranza, ma mi sfugge la motivazione per cui questo cantante sia fra i big a Sanremo. Pezzo è mediocre che farà perdere immediatamente traccia di se. Voto 3

Enzo Avitabile/Peppe Servillo – vedere due mostri sacri insieme sul palco di Sanremo ci piace assai. Atmosfere mediterranee e profumi del sud. Voto 7

Le vibrazioni– L’unica reunion azzeccata di questo festival. Dopo una deriva non propriamente esaltante di Sarcina come cantante solista, sono tornati alle origini proponendo un brano rock graffiante e ritmato. Voto 7

Il nostro podio al momento vede tra i primi tre Ermal Meta Fabrizio Moro, Lo stato sociale e Ron.
Vedremo cosa succederà nelle prossime puntate.