Home Cronaca Produttori e manager marpioni, quella volta che capitò a me…

Produttori e manager marpioni, quella volta che capitò a me…

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In questi ultimi giorni sta scatenando un polverone la denuncia fatta da alcune famose attrici e non (Asia Argento, Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie) nei confronti del produttore Harvey Weinstein proprietario della Miramax per averle molestate in gioventù quando le loro aspirazioni da star hollywoodiane erano in erba.

Molte di loro sono diventate famose, altre hanno rinunciato ai propri sogni pur di non scendere a compromessi, ma seppure la notizia stia provocando reazioni unanimi di sdegno in tutto il mondo, la pratica di richiedere favori sessuali per ottenere un lavoro è più attuale che mai.

E’ capitato anche a me.

Non ho mai voluto rende nota questa vicenda perché sapevo che parlarne pubblicamente mi avrebbe precluso la possibilità di trovare altro. Spesso, difatti, si innesca il meccanismo perverso di considerare la persona che denuncia, nonostante abbia ragione da vendere, una spia, una traditrice, una da cui è meglio tenersi alla larga per non avere problemi.

Ed è per questo che racconterò il fatto ma non farò i nomi dei protagonisti di questa vicenda.

Il manager di uno dei coach di un famoso talent, lo scorso anno mi aveva proposto di lavorare come sua assistente durante la trasmissione che sarebbe andata in onda di li a poco. La proposta mi aveva entusiasmato, perché amo la musica da sempre e per questo ne ho fatto il mio lavoro.

Ci tengo a precisare che né la produzione del programma, né il coach sono al corrente di questa vicenda e quindi minimamente responsabili di ciò che è accaduto.

Nell’attesa che la proposta si concretizzasse in un contratto, una notte ricevo un messaggio da questa persona la quale mi scrive di raggiungerlo nella sua camera di albergo chiedendomi esplicitamente se fossi stata disponibile a spingermi oltre il lavoro.

Quando lessi quel messaggio rimasi sgomenta, non sapevo come rispondere, avevo bisogno di quel lavoro e sapevo che se lo avessi mandato a quel paese lo avrei perso, quindi, nonostante la rabbia per avermi messo in quella situazione, optai per una risposta diplomatica.

Naturalmente, sebbene la persona in questione mi aveva assicurato che non era cambiato nulla, non l’ho mai più sentita e il lavoro non l’ho avuto.

Coincidenze.

Mi chiedo come, ancora oggi, sia possibile che gli uomini sfruttino la propria posizione, il proprio potere per avere in cambio favori sessuali. Un comportamento inaccettabile che calpesta la dignità femminile ma che può trovare terreno fertile nelle personalità più fragili e bisognose e per questo deprecabile.