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Nuovo sciopero dei tassisti proclamato il 23 marzo dalle 8 alle 22.

Dopo aver messo a ferro e a fuoco le città di Roma, Milano e Napoli lo scorso 20 Febbraio, le varie sigle sindacali hanno deciso di scendere nuovamente in piazza per protestare contro il futuro: Uber

Cosa è di fatto Uber? E’ applicazione californiana che permette di prenotare un taxi privato via smartphone nell’era dello sharing economy.

Nonostante sia osteggiato in molti paesi a causa di gap legislativi che impediscono di fatto la regolamentazione di questo nuovo modello di trasporto, Uber continua a crescere.

Ma quella dei tassisti in Italia è una lobby forte, quasi inviolabile che proprio non ci sta ad accettare che il modo si evolva, che la tecnologia stia cambiando le abitudini e le consuetudini delle persone, che internet e gli smartphone ormai siano parte integrante della nostra vita. Non possono concepire che viviamo nell’era del libero mercato, dove la concorrenza dovrebbe spronare a migliorare invece di creare trincee e muri ad ogni innovazione.

Probabilmente hanno paura del confronto, perché Uber offre ai proprio clienti un servizio migliore (una signora a Los Angeles arrivò addirittura con la colazione) più economico, più sostenibile con la possibilità di condividere la corsa con altre persone consentendo di pagare meno e utilizzare una sola auto per il trasporto di tre (meno inquinamento e meno traffico) di poter segnalare il driver maleducato e la macchina sporca, di pagare sempre con carta di credito, ad esempio.

Se a Roma, nonostante le promesse elettorali della sindaca Raggi sull’eliminazione delle botticelle, ancora vediamo circolare nel traffico, nello smog, nel caos, anche durante il soffocante caldo estivo, poveri cavalli con un carico di 700/800 kg, c’è poco da sperare di riuscire a cambiare qualcosa. Stiamo ancora ai tempi dei centurioni con le bighe.

I tassisti restano quindi intoccabili, guai a mettere in discussione le loro licenze, diventano belve inferocite, una delle poche categorie che ancora intimorisce i politicanti, in grado di essere unita e compatta attraverso l’uso della violenza. Ricordiamo auto di NCC prese a calci, car2go vandalizzate, autisti di Uber picchiati.

Avrei un suggerimento per i tassisti, adeguatevi al mondo che cambia come hanno fatto le case discografiche con l’avvento della musica digitale.

Siamo 50 milioni di persone in Italia, il lavoro ci sarebbe per tutti volendo, ma molti si rifiutano di utilizzare i taxi a causa dei costi troppo elevati e di servizi inefficienti, una domandina al posto vostro me la farei.

Sappiate però che il mondo andrà avanti, anche senza di voi.

 

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