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Sette e gruppi satanici, tra violenze e stupri, nell’Italia del 2017

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Il fenomeno dei gruppi religiosi sparpagliati nella penisola italica costituisce un dato oggettivo su cui è bene riflettere. Nel novero di tali gruppi esistono sette e altri movimenti di tal genere che hanno la loro fonte primigenia nel “satanismo”.

All’interno del gruppo “satanista” si distingue il cosiddetto “satanismo acido”, ossia una sorta di aggregazione di individui che si riuniscono al fine di un satanismo più radicalista, composto da soggetti dediti ad atti criminosi, ad azioni violente e all’uso di sostanze stupefacenti.

I fatti di cronaca di marzo 2017, avvenuti a Torino, stanno a dimostrare che il “fenomeno delle truffe” in ambito esoterico è di scottante attualità. Le sette, le associazioni di magia e ogni altro gruppo o gruppuscolo, che si professa portatore e divulgatore di poteri taumaturgici, o extrasensoriali, rappresentano un continuo proliferare che capillarmente si espande sul territorio nazionale.

Un sedicente mago, a cui si attribuivano poteri esoterici, persuadeva alcune ragazze del fatto di essere vittima di “negatività” e quindi necessitavano di una “purificazione” che consisteva poi in rapporti sessuali, con lui e con altri membri della setta, che comprendevano anche riti orgiastici. Gli appartenenti al gruppo, prima di avere rapporti carnali con le vittime, le narcotizzavano e facevano uso di sostanze stupefacenti.

Per questi reati un mago sessantanovenne di Torino e i suoi due complici, un settantatreenne e un diciannovenne, ex fidanzato della vittima, sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, aggravata dall’uso di sostanze narcotiche o stupefacenti e dalla minore età della vittima.

Le sigle dietro cui si mascherano pericolose associazioni di questo genere che si pongono ai margini della legge, o contra legem, sono varie.

Non si sa precisamente quali tipi di attività sono svolte all’interno di questi raggruppamenti pseudo-religiosi e non si sa neanche se esse siano registrate come associazioni.

Per quel che riguarda l’ultimo aspetto trattato, si può affermare che i gruppi operanti in ambito esoterico che risultano registrati come associazioni posseggono già i crismi della legalità.

Tale aspetto costituisce un fattore importante che serve, almeno in linea di principio, a debellare ab origine fenomeni devianti. Purtroppo, esiste un rovescio della medaglia, costituito dal fatto che buona parte dei gruppi di tipo esoterico non rappresentano associazioni riconosciute e questo fa sì che al loro interno possano svilupparsi dei “metodi operativi” che spesso si discostano dalle normative vigenti.

Il satanismo, pur essendo deprecabile sul piano morale, non rappresenta di per sé un reato: il fatto che questi gruppi agiscano quasi in clandestinità, senza una parvenza di legalità, costituisce però un fattore dirompente che va spesso a ledere la soggettività di individui che si iscrivono a questi raggruppamenti, oppure che chiedono un ausilio o un consiglio ai rappresentanti di tali pseudo-enti.

Violenze e costrizioni di vario tipo s’ingenerano dentro queste vere e proprie “bolge infernali”: riti orgiastici al limite della legalità, uso di stupefacenti, stupri individuali e di gruppo, sevizie con armi da taglio, profanazioni di tombe, ruberie di vessilli o simboli religiosi ai danni di luoghi sacri, coartazioni di carattere psicologico, fenomeni di usura, pornografia, pedopornografia e cyberpornografia. Questa è la realtà di tali tipi di ritrovi lugubri ed inquietanti.

Spesso chi governa queste sette sfrutta le proprie posizioni di vantaggio e di supremazia nei confronti degli adepti, inducendo essi stessi a commettere reati più gravi, che in condizioni normali e senza il loro stato di soggiogamento non commetterebbero mai. I fenomeni di cui si discute, in passato, interessavano quasi esclusivamente il Sud Italia, mentre negli ultimi decenni sono più evidenti i casi che riguardano il Nord Italia che affollano le cronache di quotidiani, di settimanali, di telegiornali, nonché di internet.

Il “gruppo” è un insieme più o meno grande di persone unite da un elemento comune, che può essere di natura diversa. Da tale prospettiva si può desumere che «degli ideali unitari, fondati nelle epoche precedenti al di là dei cambiamenti e delle contraddizioni delle cose, riconosciamo la loro dipendenza dalle condizioni storiche e l’adattamento ai loro cambiamenti.

All’interno dei gruppi sociali vengono sempre più sciolte le strette delimitazioni, la rigidezza dei legami di casta e di corporazione viene infranta, per bene o male che sia, e la persona può circolare nella molteplicità variabile delle condizioni di vita, riflettendo, per così dire, in sé il panta rei delle cose. In questo grande e unitario processo di vita, che pone la cultura spirituale e sociale della modernità in una così decisiva contrapposizione tanto al Medioevo quanto all’Antichità, si inscrive il dominio del denaro, sorreggendo questo processo ed essendone a sua volta sorretto».[1]

La triade su cui si basano questi raggruppamenti intrisi di illegalità e negatività, è costituita da:

  1. a) potere; b) denaro; c) sesso.

Il potere è figlio di una concezione di dominio e di sopraffazione del prossimo: ciò importa una sinergia con il ruolo del denaro, che serve a far sì che il potere possa estendere quanto più possibile le sue “radici”; naturalmente “sesso e potere” – per citare il titolo di un noto film di Barry Levinson del 1997 – sono il binomio perfetto che si sposa con il denaro e che costituisce l’oppio irrinunciabile dell’uomo post-moderno.

L’individuo blasè sembra di voler perdere l’essenza delle cose: tutto diventa grigio, la valutazione in termini monetari tende e divenire più importante del suo stesso significato.

Di nodale importanza risulta in Michel Foucault la “questione del potere”: sul potere la sua riflessione segna una svolta, una rottura operata nel segno di Nietzsche, del quale Foucault fa suo il metodo genealogico, “critico-distruttivo”. Ed è proprio dal metodo critico-distruttivo foucaultiano che bisogna partire per intendere appieno la correlazione tra fenomeni di maleficenza e settori di potere. È necessario tener presente che spesso i due connotati appena richiamati vanno a braccetto, ma questo non avviene solo per quel che riguarda le sette o i gruppi esoterici ma si verifica anche a livello più alto, quindi più pericoloso, come può essere nel caso della “massoneria”, che in Italia e all’estero condiziona scelte politiche ed economiche.

Un altro aspetto legato a “sette” e gruppi di vario tipo è costituito dal fenomeno delle “truffe televisive e telematiche”, in quanto coniuga imbrogli e raggiri a paraventi di carattere pseudo religioso, dietro cui millantatori e fattucchieri si celano utilizzando professionalità inesistenti. Il caso di Wanna Marchi, regina delle creme, dei cosmetici e dei prodotti dimagranti è emblematico. Quest’ultima, assieme alla figlia Stefania Nobile e al mago brasiliano Mario Pacheco Do Nascimento, aveva messo in piedi una vera e propria “holding del crimine”. Questo modus operandi era veicolato con televendite e telepromozioni andate in onda su diversi network, regionali e locali, attraverso cui si raggiravano i telespettatori-clienti.

 

 

[1] G. Simmel, Denaro e vita, Minesis, Sesto San Giovanni (Mi), p.75.