Home Cronaca Viviamo nell’epoca in cui i figli sono diventati acchiappalike sui social

Viviamo nell’epoca in cui i figli sono diventati acchiappalike sui social

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La recente sentenza della cassazione che impone il divieto di pubblicare le foto dei figli minorenni sui social non è giusta, è giustissima. Troppo spesso queste immagini servono per appagare il sentimento narcisistico di mamme e papà in astinenza di “mi piace”. Allo stato attuale, verrebbe da pensare (male), che ci siano coppie pronte a sfornare figli per trasformali in strumenti acchiappalike. Bambini vestiti da pagliacci, che si ritrovano sbattuti sui social fin dal primo vagito anzi addirittura nella fase embrionale, con foto e video di ecografie in diretta dagli studi ginecologici, inconsapevoli di essere di esseri diventati i fenomeni da baraccone dei loro futuri genitori, vedasi il caso Chiara Ferragni-Fedez; il povero piccolo Leone ha già un account istagram e ancora deve nascere.

E poi questo sbandierare entusiasmo e gioia a profusione, come se diventare genitori fosse l’evento più meraviglioso del mondo, cosa che sicuramente è, omettendo accuratamente però di pubblicare le difficoltà, la fatica ed il sacrificio che comporta crescere un bambino, perché questo non “fa fico” sui social: nottate passate in bianco, pianti isterici, pannolini sporchi di cacca e pipì, occhiaie, capelli sporchi per l’impossibilità di poter fare una doccia quando i figli bisogna smazzarseli da sole se non si hanno a disposizione tate e babysitter.

E’ lontano ormai il tempo in cui le foto ce le guardavamo incorniciate sui mobili fra le mura di casa nostra, o tirate fuori quando cugini e zii venivano a trovarci durante le festività natalizie, ora sembra diventato quasi un obbligo aderire a questa moda schizofrenica della continua condivisione della nostra vita su Facebook ed instagram, dove la realtà viene edulcorata e mistificata per sembrare più ricchi, più belli e più felici di quanto non siamo, costruendo un’immagine di se stessi che spesso non corrisponde ai fatti. Questa vita ” photoshoppata” è la traduzione post moderna del vecchio “C’era una volta…” dove si diventa registi e protagonisti della propria favola virtuale in cui vogliamo far abboccare gli altri, quelli che ci guardano ed invidiano, una favola a cui però, nemmeno noi stessi spesso crediamo.