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Più libri più liberi 2017, molte luci e qualche ombra

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Si è chiusa ieri, 10 dicembre, la sedicesima edizione di “Più libri più liberi”, la fiera nazionale della piccola e media editoria, promossa e organizzata dall’Associazione italiana editori (Aie). Il cambio della location, dal Palazzo dei Congressi alla Nuvola di Fuksas, ha determinato la principale novità e un significativo aumento di visitatori. L’edizione è partita in sordina mercoledì scorso, come da copione, pagando lo scotto della “prima” nella nuova ed avvenieristica sede ma, complice il ponte dell’Immacolata, le presenze sono sensibilmente aumentate. Per una volta è la Cultura a far parlare di sé. «Un successo oltre ogni previsione», per il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, sottolineando che “Più libri più liberi” è una fiera interamente organizzata dall’Aie, ed è emblematico del ruolo che la piccola e media editoria abbia raggiunto. “Dall’apertura dei cancelli fino alle otto di sera c’era una coda ininterrotta di persone che entravano, visitavano la Nuvola e passavano tra gli stand degli editori. Non c’era un incontro che non fosse pieno. Nel 2016, nella sede del Palazzo dei Congressi, ci furono circa 50 mila visitatori, quest’anno molti molti molti di più. L’affluenza è stata da capogiro».

Il 2017, inoltre, conferma l’uscita dal tunnel per il mercato editoriale italiano. Fatturati in lieve crescita, ma che testimoniano il superamento della grave crisi di settore. I piccoli e medi editori pagano dazio per una magra rete distributiva che finisce per penalizzare sia gli editori stessi che gli autori. A vincere è l’editoria per ragazzi e la graphic novel, circa la metà del venduto. La presenza in fiera di personaggi conosciuti tra i giovani, come Zero Calcare, si è fatta notare ed apprezzare. Quanche dato: la letteratura per bambini e ragazzi si attesta a un 24%, come la fiction straniera. In crescita la fiction italiana al 16%, la manualistica al 10% del venduto. In calo, invece, guide, libri di cucina, ecc che si fermano ad un 12% delle copie vendute e la saggistica al 13%.

Nota dolente è la Poesia, solo un editore specializzato presente nella kermesse. Altri scarsamente interessati. “La poesia non si vende” è il leit motiv dei medi e piccoli editori e fa riflettere.

Le potenzialità ci sono, ne è convinto anche Diego
Guida, presidente dei piccoli editori in Aie: «Siamo uno dei settori più innovativi, con una grande volontà di esplorare nuovi generi, nuove letterature internazionali e nuovi autori. Tante le neonate realtà editoriali».

La pancia della Nuvola si fa, dunque, incubatrice di idee, progetti, ambizioni ed aspettative di un popolo di professionisti ed appassionati. La sfida dei piccoli e medi editori è affascinante e il cammino non appare confortevole, ma con questi risultati di vendite e presenze c’è da crederci.

Roma è stata una tappa significativa. E adesso tocca a Tempo di Libri, la fiera internazionale che si terrà a Milano dall’8 al 12 marzo. Un «passaggio di testimone ideale — conclude Levi — in cui a Milano passa anche la responsabilità di fare qualcosa di straordinario come quello che c’è stato a Roma in questi giorni»

Due appunti però sull’organizzazione occorre farli nella speranza di migliorare sempre. Sarebbe stato molto meglio dotare tutti gli stand del POS, così da permettere ai tanti visitatori di acquistare in maniera piu corposa e comoda. Secondo poi, i visitatori che pur pagando il biglietto giornaliero avessero voluto allontanarsi per poi ritornare, avrebbero dovuto rifare la fila per acquistare un nuovo biglietto. Scelta molto criticabile ed infelice.