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Più libri più liberi, la seconda giornata si apre con un incontro su legalità e sport

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Si è aperta ieri a Roma la sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria (6-10 dicembre) Più libri più liberi, l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) nella nuova sede del Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group. Ad aprire la seconda giornata della fiera, alle 10 nella sala Nuvola, l’incontro sul tema Legalità e Sport. Il capo della Polizia Franco Gabrielli – dopo aver ricordato i tanti successi sportivi delle Fiamme Oro, Il gruppo sportivo della Polizia di Stato – ha sottolineato l’importanza della cultura nella costruzione di una società sana: “Non è retorica dire che sono i ragazzi i depositari del futuro del Paese. I giovani devono essere in grado di formarsi una propria idea e per far questo devono leggere i libri e anche i giornali. Per noi non è importante solo il momento repressivo: grazie allo sport possiamo penetrare nella società, in contesti spesso difficili, e diventare un presidio di legalità”. Di cultura e di sport come strumenti di educazione alla legalità ha parlato anche il presidente del Coni Giovanni Malagò: “Chi si occupa di sport ha una responsabilità maggiore, perché deve rappresentare un esempio per i giovani. In Italia – ha proseguito Malagò – negli ultimi anni abbiamo fatto grandissimi passi avanti nella lotta al doping, investendo sempre maggiori risorse. E siamo diventati un esempio per tutto il mondo”.

La mattinata è proseguita con l’arrivo di Romano Prodi intervistato dal direttore del Messaggero Virman Cusenza “Sono un divoratore di saggistica, soprattutto storica – racconta Prodi – i libri della mia formazione sono i classici del riformismo cattolico: Jemolo, Salvatorelli ecc. Per quanto riguarda la narrativa, mi sono formato sui grandi russi: Tolstoj e Dostoevskji”.

E sull’attualità il commento è su Trump “L’America di oggi non è quella di Toqueville. Oggi il governo è espressione politica delle élite economiche e finanziarie. Trump ha usato il malcontento della società civile per ricostruire una forte casta economica e finanziaria. In tutto il mondo c’è un grande desiderio di autorità, sia nei paesi democratici che in quelli non democratici. La democrazia è in un momento di grande trasformazione”.