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Aumenta la povertà in Italia, nel 2016 sono stati distribuiti 12 milioni di pasti

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La povertà non è un’entità astratta, ha il volto delle persone sfruttate e calpestate dalle logiche perverse del potere e del denaro. Si può rispondere e si deve rispondere a questa emergenza con una nuova visione della vita e della società. Il compito più alto della politica è tornare a parlare al popolo, per il popolo. La povertà assoluta è una realtà che coinvolge 1 milione e 470 mila famiglie italiane, il 5,7% della popolazione totale. Stiamo parlando di individui e non di numeri. Questa condizione di estrema difficoltà non dà l’accesso alle risorse primarie come l’acqua, il cibo, il vestiario e l’abitazione. È un tema che non può essere più rimandato. Lo scorso anno la Chiesa ha distribuito più di 12 milioni di pasti agli italiani. La Cei ricorda che in Italia la povertà tocca 4 milioni di persone, quasi il 7% della popolazione complessiva. Secondo le stime Eurostat sarebbero 17 milioni gli italiani che rischiano la povertà. Un italiano su 10 vive in condizioni di grave privazione materiale, l’11,7% è inserito in un nucleo familiare con bassa intensità lavorativa e circa il 20% della popolazione non raggiunge il 60% del reddito medio annuo. La povertà è ancora un dramma che sottrae diritti e futuro. Il governo deve affrontare questo passaggio e inserire delle misure concrete nella legge di Bilancio per contrastare la povertà nel Bel Paese. Lo stanziamento attuale si rivolge solo a 1,8 milioni di individui, ovvero al 38% del totale della popolazione in povertà assoluta: quindi, non sono previste coperture per il 62% dei poveri. Il dato più grave è che il 41% dei minori in povertà assoluta non sarà raggiunto dal provvedimento. La lotta alla povertà deve essere considerata una delle priorità per uscire davvero dagli effetti della crisi economica.