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Sciopero e presidio Contact Center GSE, fra licenziamento e passaggio Almaviva

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Oltre 100 lavoratori protesteranno ad oltranza fino all’ottenimento di un tavolo di trattativa; presidiata, venerdì, la sede di Viale Pilsudski. Potrebbe proseguire per tutta la settimana, e oltre, lo sciopero del Contact Center del Gestore dei Servizi Energetici, GSE, la S.p.a. che ha come socio azionista unico il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo stop ad oltranza -integrato da un presidio che si terrà sotto gli uffici GSE di Viale Pilsudski venerdì 3 Novembre, dalle 9:00 alle 13:00- è stato indetto nel corso dell’assemblea straordinaria tenutasi lo scorso venerdì 27 Ottobre per discutere l’incerto futuro lavorativo che attende, a breve, i circa 100 operatori impiegati nella sede romana di Viale Tiziano. Il 26 Novembre, la cessazione dell’affitto di ramo di azienda con Fulltechnology Srl causerà il rientro dei lavoratori in X22, società attualmente in fallimento, provocandone il licenziamento collettivo.

In alternativa, si prospetta un possibile -ma altrettanto temuto- passaggio ad Almaviva Contact, il colosso dei call center recentemente in primo piano per aver operato uno dei più vasti licenziamenti degli ultimi anni in Italia: quello di 1666 dipendenti della sede di Roma, la stessa dove, a distanza di un anno, dovrebbero essere assunti i lavoratori della commessa GSE, per la quale l’azienda di outsourcing ha vinto il bando di gara pubblico. Almaviva ha però già turbato gli operatori con diverse richieste, fra cui quella -avanzata, ad oggi, ancora solo in via ufficiosa- di rompere la continuità lavorativa sottoscrivendo, ai fini dell’assunzione, una lettera di dimissioni che la stragrande maggioranza non si sente pronta a firmare.

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie hanno richiesto da diversi mesi, senza ottenere alcun riscontro, la possibilità di un incontro con i vertici aziendali GSE ed Almaviva, per discutere del prossimo futuro dei lavoratori, i quali hanno già da diversi mesi intrapreso un’azione legale, tuttora in corso, contro GSE, accusandola di aver esternalizzato il proprio contact center servendosi di una ipotetica interposizione fittizia di manodopera e chiedendone l’internalizzazione, così da porre fine al sistema degli appalti al massimo ribasso.