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Dal governo del contratto al governo del ricatto

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In questi giorni il cosiddetto capitano d’Italia Matteo Salvini ha deciso di levarsi la giacca delle forze dell’ordine optando per un più semplice giubbotto invernale, ci chiediamo se questa scelta d’abbigliamento forse non sia dettata dalla volontà di tenere un profilo più basso in vista del voto della giunta del senato per l’autorizzazione a procedere contro di lui per i fatti della nave “Diciotto”. Assistiamo quindi ad un governo in completo blocco, da una parte i 5 stelle che dopo aver incassato le sconfitte della Tap e dell’Ilva, costate la perdita di consensi in Puglia ed più in generale di quasi un punto percentuale al mese, visti gli ultimi sondaggi elettorali, vogliono a tutti i costi ottenere il parere contrario del governo al Tav. Dall’altra parte la lega non potrebbe accettare il no alla Tav voluto dai grillini senza rischiare una grande emorragia di voti al nord, dato che loro da sempre sostengono che la Tav è un’opera strategica per il paese. Nel mezzo c’è l’immunità di Salvini usata come ricatto dal Movimento Cinque Stelle per ottenere dalla Lega il no alla Tav. Se i 5 stelle decidessero di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini questo produrrebbe una rivolta della loro base elettorale da sempre contraria all’immunità parlamentare, ricordando il loro slogan “basta l’immunità per la casta”, dall’altra parte Salvini invece ricatta il M5s di mettere fine al governo giallo-verde in caso del voto favorevole dei senatori pentastellati che lo porterebbe al processo, ma soprattutto alla possibile futura incandidabilità come previsto dalla legge Severino.

In tutto questo ci sono i numeri della giunta per le autorizzazioni del senato che sembrano tendere a favore del processo a Salvini . Dei 23 senatori della giunta 4 azzurri, 4 leghisti e 1 di Fratelli d’Italia sono contrari, mentre a favore troviamo 4 Pd e 1 Leu che sommati a i 7 senatori dei 5 stelle e il senatore de Falco fanno la maggioranza della giunta, incerto rimane solo il voto del senatore Durnwalder data la recente alleanza del Svp con la lega. La nuova giuda di questo governo non sembra più essere il contratto sottoscritto pochi mesi fa dai giallo-verdi, ma piuttosto il personalismo dei loro leader e la volontà di entrambe le parti di conquistare consensi nonostante i terribili dati economici diffusi dall’Istat.