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Elezioni regionali Lazio 2018, la candidatura di Pirozzi divide il centrodestra

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Nel centrodestra fa discutere la candidatura del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, alla Regione Lazio dopo la vittoria in Sicilia e dopo l’alleanza ritrovata tra Salvini, Berlusconi e Meloni. Il dibattito è aperto, ma non senza polemiche interne. Possiamo dire che il centrodestra procede unito verso le politiche del 2018, ma si trova ad affrontare ora il problema delle candidature regionali a partire da quella per la Regione Lazio, ha preso un po’ alla sprovvista i leader della centrodestra la candidatura di Sergio pirozzi sindaco di Amatrice che guarda l’area di centrodestra come riferimento ma correrà con una lista civica e sfiderà l’attuale presidente Zingaretti del centrosinistra e Roberta Lombardi del Movimento 5 Stelle, una candidatura che piace a Matteo Salvini e arriva invece un ni da Giorgia Meloni che scettica, mentre Forza Italia punta a un suo candidato come ha confermato Alessandro Cattaneo: “adesso si aprono le partite su Friuli Venezia Giulia e Lazio e su quelle Forza Italia metterà in campo le sue proposte. Sul Lazio, io con buona pace di tutti, dico che il candidato deve essere di Forza Italia”.

Delle candidature regionali si parlerà nei prossimi giorni in una tavolo tecnico tra i leader del centrodestra, un tavolo che sarà appunto convocato nei prossimi giorni. Intanto tra i nomi che circolano per Forza Italia il più quotato è quello di Paolo Liguori attuale direttore di TGCOM24 mentre Giorgia Meloni che non boccia completamente la candidatura di Pirozzi, però appunterebbe a Fabio Rampelli, che è l’attuale capo gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Intanto Matteo Salvini questa mattina da Milano ha assicurato che prossimamente ci sarà un incontro a tre con Giorgia Meloni e Berlusconi per parlare di programmi e Salvini andrebbe subito al voto, ci andrebbe anche a febbraio. Intanto condanna le violenze di Ostia e prende le distanze da Casa Pound dicendo che lui quei voti non li vuole: “io chiedo i voti di 60 milioni di italiani per il progetto Lega, punto. Poi i movimenti riconosciuti dalla legge e dalla Costituzione sono liberissimi di fare quello che devono fare. La violenza va condannata senza se e senza ma da tutti. Se un movimento è riconosciuto dalla legge ha diritto di far politica. Certi voti io non li prendo. Ne a Ostia, ne in Sicilia, ne a Milano”.