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Intesa di governo vicina tra Lega e M5s, presidenze Camere divise una per ciascuno

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(ultime notizie) – Convergenze inaspettate in politica. Ovviamente il punto focale sono i contatti sempre più febbrili e un’intesa che sembra sempre più vicina tra Lega e Movimento Cinque Stelle, non senza ripercussioni soprattutto in casa centrodestra in cui sicuramente qualche rumore c’è stato da parte di Forza Italia. Da qualche giorno si familiarizza con questa intesa almeno in vista delle elezioni dei presidenti delle Camere tra la Lega di Matteo Salvini e i Cinque Stelle guidati da Di Maio. C’è l’intenzione almeno di questi due protagonisti della scena politica di dividere una per ciascuno le presidenze, naturalmente questo non è affatto semplice, bisognerà fare i conti con gli alleati per quanto riguarda Salvini, ma anche con gli altri partiti, che d’altronde lo stesso Di Maio continua a sentire. Lo ha fatto ieri con le telefonate a Martina per il Pd, con Liberi e Uguali, insomma un po’ a tutto campo. Oggi si comincia un po’ entrare nel concreto. Dalle 14.30 i primi senatori sono entrati a Palazzo Madama. I neoeletti sono stati un po’ spaesati e hanno provato a prendere confidenza con il Palazzo. Stanno completando le varie formalità del caso, quindi la foto, il tesserino. A loro volta i commessi personale di palazzo madama dovrà prendere confidenza con queste facce nuove, impararli a riconoscere, sono circa due terzi quelli alla prima legislatura, sia il Senato, che alla Camera. A Montecitorio si comincia con tutte queste operazioni domani a mezzogiorno in un clima incerto sia per le prospettive politiche, ma anche perché i risultati delle elezioni del 4 marzo, 15 giorni dopo, non sono ancora ufficiali. Colpa soprattutto della nuova legge elettorale, quindi ci sono dei parlamentari ancora in bilico e in attesa di sapere se sono o no davvero parlamentari. Insomma una situazione in qualche modo paradossale. Siamo davanti a uno scenario politico fluido con Forza Italia che mette sul chi va là Salvini. C’è il no perentorio a rompere l’asse con il centrodestra anche sulle presidenze della Camere. In vista del governo il Partito Democratico tiene sulla linea dell’opposizione rispetto a possibili scenari di governo e alleanze, ma cresce anche il fronte di chi non vuole arroccarsi in maniera perentoria. La linea è di ascoltare quello che dirà Mattarella, parlerà dopo Pasqua, diversi giorni dopo Pasqua perché le consultazioni se tutto va bene a Quirinale cominceranno poco prima di Pasqua ma è più probabile che almeno il nucleo duro forte di queste consultazioni ci sarà la settimana dopo Pasqua e il suo ma c’è ancora tempo per capire e valutare. Per ora siamo alle telefonate, ma questi giorni, soprattutto venerdì, alla Camera e al Senato ci diranno già a suon di voti e di elezioni che aria tira concretamente in questa diciottesima legislatura così ingarbugliata.