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Boldrini
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La Presidentessa della Camera Laura Boldrini, lo scorzo 15 Marzo, a Roma, presso il Teatro Argentina, ha incontrato i giornalisti dell’ODG Lazio nell’ambito della formazione obbligatoria a loro destinata per legge.

Tema all’ordine del giorno, il femminicidio, come viene percepito dalla collettività dentro la nostra società e come viene raccontato da noi media.

Erano presenti all’incontro varie realtà interessate, tra cui vari esponenti del mondo del diritto, del giornalismo Rai nonché l’associazionismo che opera sul campo per fornire assistenza alle donne che escono da un abuso.

Come ribadito dalla Boldrini nel suo intervento iniziale, il primo passo per un mutamento radicale è stato compiuto grazie all’adozione di un linguaggio che garantisce l’uscita dalla discriminazione dopo settanta anni dall’approvazione della Costituzione Italiana.

Sindaca” e non “Sindaco”, “Ministra” e non “Ministro” se le cariche sono occupate da donne, questo è stato il risultato ottenuto, importantissimo, perché è dal linguaggio che si parte per cambiare l’immaginario collettivo.

Molto è mutato, a dire il vero, nel nostro paese, dal giorno delle abolizioni del delitto d’onore e del matrimonio riparatore avvenuti nel 1981, fino ad oggi, eppure esistono ancora residui di un modello di dominio che sembra difficile da essere superato.

Questo è stato il motivo fondante della giornata dentro la quale non è mancato il racconto dell’esperienza di una “sopravvissuta” ad un epilogo fatale evitato per poco, con la fuga da uno stato di segregazione.

E noi che abbiamo assistito, per intero, all’interessante dibattito, ci chiediamo in primis come possa accadere ancora oggi, in un Paese Occidentale avanzato come il nostro, stando agli innumerevoli fatti di cronaca che dobbiamo registrare, che un uomo decida di risolvere una controversia, dentro una relazione, usando modalità lontane dalle regole morali di una società civile.

Ci chiediamo poi quale contributo possiamo dare come giornalisti per il raggiungimento di risultati di cui le donne e l’intera comunità degli umani hanno bisogno per cancellare gli inaccettabili ritorni al Medioevo.

Abbiamo allora provato a darci una risposta e siamo arrivati a ritenerci importanti, quando scriviamo e come scriviamo. Dobbiamo farlo e dobbiamo chiamare gli atti irrimediabili contro una donna con il termine ” femminicidio” e mai più con espressioni come ” delitto passionale” o “uccisione per troppo amore”. Questo siamo chiamati a fare!

 

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