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I Verdi si alleano con un Pd a favore della caccia e contro l’ambiente

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Mi ritrovo a scrivere queste righe, consapevole del fatto che non so neppure chi le leggerà. Le scrivo perché forse sono le ultime per i Verdi, partito in cui ho sempre creduto, portatore di una cultura nuova, di rispetto per l’ambiente, la biodiversità, gli animali selvatici in un tempo, purtroppo ormai passato, in cui non si scendeva a compromessi. Sembra veramente un passato lontano, eppure i segni di quel rinnovamento ancora oggi li portiamo con noi, la legge 157/92, la 150 del 92, la 281 del 91 e tante altre. La nostra determinazione, l’andare avanti con fermezza, capacità politica e forse anche un po’ di follia, ma anche con grande coraggio, ci avevano permesso questi risultati, ci avevano reso credibili e i consensi arrivavano, da sinistra, da destra, da ovunque ci fosse sensibilità e condivisione sui temi dell’ambiente.

Oggi siamo l’ombra di quello che eravamo. Certo, ci sono stati tanti problemi, tanti tradimenti, tante defezioni, questo è vero, ma con questa è cresciuta anche la paura, la timidezza, e l’incapacità di parlare a quel popolo che invece chiede che siano affrontati temi semplici, obiettivi chiari, puliti. Non si parla più ad esempio, della caccia, della sua limitazione o abolizione, dell’abrogazione dell’art. 842 del codice civile in base al quale i cacciatori entrano liberi nei fondi privati; non si parla dei randagi, che esistono grazie al fatto che la legge 281 rimane inapplicata – e anche lì migliaia di persone attendono risposte, a partire dai volontari delle associazioni che ogni giorno vedono la morte degli animali o vivono situazioni di zoomafia; non si parla della macellazione rituale, della compravendita di fauna su internet, dei maltrattamenti, di zoo, di delfinari, di luoghi di detenzione e reclusioni, di corpo forestale, di tutela degli alberi. Insomma non si parla al cuore e alla realtà che le persone vivono ogni giorno. Su questo, accettiamo la nostra sconfitta, per ripartire con più convinzione. Perché se i nostri temi se li spartiscono la Brambilla – che risulta a molti più credibile di noi – e il m5stelle o persino Berlusconi “vende” meglio di noi alcuni messaggi diretti, che arrivano di più, è perché abbiamo evidentemente preso la strada sbagliata. Ammettiamolo.

Invece, di fronte a questa situazione, in un tentativo di totale autodistruzione, di timidezza e di paura, si è scelta anche l’alleanza con il PD, artefice del peggior Governo sulla tutela dell’ambiente, che ha sempre tentato – in alcune occasioni non riuscendoci per un soffio – di regalare privilegi ai cacciatori e speculatori dell’ambiente. Tra tutti proprio il PD, che ha sancito definitivamente un “divorzio” tra le associazioni animaliste e ambientaliste ovvero con le realtà che invece dovrebbero essere più vicine a noi, colpevole di una arroganza senza pari, che non ha mai dialogato con nessuno. Ma li leggete i comunicati delle associazioni? Leggete il muro che questo Governo e il PD ha creato? Lavori di volontari e associazioni gettati nel cesso (ci sono le audizioni a testimoniarlo e chiunque le può vedere sul sito della camera e del senato) per una politica filovenatoria, contro l’Europa, contro l’ambiente (come l’ultima legge Parchi duramente contestata e che è andata avanti con le sue minacce di speculazioni, uccisioni di fauna tramite i cacciatori, e via dicendo e che si è fermata per la ragioneria dello Stato che ha dato parere contrario).

Ma l’avete letta quella legge? Avete letto cosa il PD voleva farne dei nostri parchi? Avevano anche l’opportunità di vietare per sempre i richiami vivi come l’Europa con procedura d’infrazione ci avrebbe caldamente chiesto..E vi siete chiesti perché ora cercano alleanza con noi? Ma la chiedessero agli speculatori, ai cacciatori, agli allevatori senza scrupoli, ai cementificatori quali loro sono stati. Cosa tentano di fare, ottenere qualche migliaio di voti in più? E i verdi, cosa pensano di guadagnarci, cosa ci guadagniamo? Qualche inutile seggio? E quale peso politico potremmo avere? Zero! Ora si fa la conferenza sul clima, importante certo, però il Governo, Gentiloni – che oggi ha regalato ai cacciatori di poter essere figure di riferimento nel controllo della fauna selvatica “includendoli” nell’art. 19 della legge 157/92, Galletti, il più odiato ministro dell’ambiente di sempre, peggio della Prestigiacomo che almeno disse a porta a porta “per me la caccia è una barbarie culturale e bisognerebbe abolirla”, impegnato per cercar di ammazzare lupi e orsi, che ha ricevuto flotte di agricoltori, allevatori e cacciatori e mai le associazioni animaliste, persone che se ne sono sbattute di questi temi, perché si risvegliano ora? Mi spiace, io credo che non si debba essere complici di questo modo di fare politica, dell’arroganza, dell’opportunismo.

Qualcuno dirà “meglio esserci” (verrebbe anche da dire esserci quanto? Come?). Io invece preferire non esserci perché non vorrei mai “aiutare” questi o quelli a risalire e a governare nuovamente, preferirei tornare ad essere quelli che non cedono a alleanze fatte di numeri, con elementi che non c’entrano nulla con noi, che sono stati artefici di orribili attacchi alle leggi che i verdi stessi hanno costruito negli anni d’oro. Vorrei riacquistare la dignità, il coraggio di parlare di temi semplici, che non siano svendibili o merce di scambio, vorrei che si tornasse a lavorare con le associazioni per progetti politici seri e concreti, vorrei parlare di animali, di caccia, di tutto ciò che opprime le persone per poi arrivare al “patto per il clima” che le persone percepiscono come un tema tanto lontano dalla loro vita quotidiana seppur così importante. Per ora tutto questo non sta accadendo ed è un peccato perché oggi votare i verdi significa avvantaggiare forze politiche tanto osteggiate ed odiate, da una parte e dall’altra, allora io come tanti preferiranno rivolgersi presso altri lidi. Non ve la prendete per questo sfogo e scusatemi per se mi sono dilungato.