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Matteo Richetti e Luigi Di Maio
Matteo Richetti e Luigi Di Maio

Il Movimento 5 Stelle insiste con la sua battaglia sull’abolizione del vitalizio, ma soltanto Mariano Rabino, parlamentare di Scelta Civica, ha rinunciato al tanto odiato privilegio della casta. Il vicepresidente del Senato, Luigi Di Maio, tuona: “Il 15 settembre o i parlamentari rinunciano al vitalizio o sarà l’Armageddon”. Non si fa attendere la risposta di Rabino: “I 5 Stelle rinuncino alla pensione, io ci ho già rinunciato”. L’on. Rabino mette in imbarazzo i pentastellati che per ora si tagliano solo una parte minima dello stipendio, ma non rinunciano ai rimborsi e tantomeno al così odiato vitalizio. Ad oggi lo Stato paga con soldi pubblici circa 2.600 vitalizi, per un costo stimato in circa 190 milioni di euro, esclusi i vitalizi dei parlamentari europei o dei Consigli Regionali. Secondo il professor Tito Boeri, Presidente dell’Inps, si potrebbero diminuire i costi della politica se fosse applicato il sistema contributivo, “la spesa si ridurrebbe del 40% scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno”. Alza il tiro l’on. Di Battista “vogliamo uniformare le pensioni dei parlamentari a quelle di tutti quanti”.

Ma questa norma è già in vigore dal 2012. Alternativa Libera, il gruppo fondato a Montecitorio da espulsi e fuoriusciti dai 5 Stelle, denunciano ancora una disparità di trattamento, a loro dire il contributivo è stato ritagliato su misura per i parlamentari, ma in realtà hanno dimenticato che la pensione percepita dopo i 65 anni sarà di circa 800-900 euro al mese. È la riforma voluta dalla tanto odiata Fornero che impone ai parlamentari di versare il 9% della loro indennità, circa 800 euro, e le Camere il 24%, più o meno 2.200 euro. Complessivamente i contributi versati sarebbero 180 mila euro, di cui almeno 40 mila a carico del contribuente. La pensione viene erogata al compimento del 65esimo anno di età, che si riduce fino a 60 nel caso in cui ci fossero più mandati parlamentari.

Il vero scandalo sono i vitalizi maturati prima del 2012 con il sistema retributivo. Ci sono parlamentari che godono di rendite dieci volte superiori agli effettivi contributi versati. Quelli però i grillini non li vogliono toccare. Solo l’on. Matteo Richetti, Partito Democratico, ha presentato una proposta di legge che andrebbe a intaccare anche la montagna di privilegi accumulati nel passato. In una conferenza stampa Richetti ha spiegato: “Il Movimento 5 Stelle ha presentato una delibera per l’ufficio di Presidenza che non cambia nulla rispetto a chi sta percependo il vitalizio. Il giorno dopo approvata questa proposta, chi sta prendendo un assegno, perché ha fatto un giorno di Parlamento continua a prenderlo“. La sua proposta prevede: “Tutti i vitalizi passati, presenti e futuri vivranno della logica contributiva“. Quindi il progetto di legge prevede il ricalcolo per tutti con il sistema contributivo.

Si prende il versato, si calcola il montante contributivo con i coefficienti della Fornero e si ricava la pensione a cui si ha diritto. Come per tutti i lavoratori. Ovviamente questo porterebbe ad una drastica riduzione degli assegni erogati, ma non viene leso alcun diritto acquisto. Piuttosto si cancella un privilegio, secondo l’on. Richetti: “Pensavo che l’obiettivo che abbiamo in comune fosse quello di superare un’ingiustizia, un privilegio che è odioso per tutti gli italiani”. Intanto a metà settembre scatterà la pensione per tutti i parlamentari, 5 Stelle compresi, per maturarla sono necessari 4 anni, 6 mesi e un giorno. Ma siamo in campagna elettorale e il M5S si inventa il populismo pensionistico. Bastano diversi tweet, qualche post su Facebook, una bella conferenza stampa e il popolo della Rete che non si è informata su come funzionano i vitalizi dei politici, abbocca. Ma se gli Uffici di presidenza dovessero respingere la loro proposta, nessun problema, si potrà parlare di ‘gomblotto’ e poi scendere in piazza e intonare il coro ‘onestà, onestà, onestà’. Importante è fare un bel retweet, una condivisione su Facebook. Tanto alla fine lo scopo è far cliccare tutti i banner presenti nel blog di Grillo.

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