CONDIVIDI
Legge antifumo
Legge antifumo

I tumori sono una delle principali cause di morte nel mondo complici inquinamento, alimentazione sbagliata, stili di vita errati. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Fondazione Veronesi, 1,4 milioni di persone moriranno a causa di una malattia oncologica nel 2017. Tra questi, in aumento i tumori al pancreas e ai polmoni a causa del fumo.

Numeri spaventosi che dovrebbero smuovere il nostro governo a prendere seri provvedimenti in materia di salute pubblica. Ma questo purtroppo non avviene, perché fatta la legge trovato l’inganno

Nel 2003 infatti fu varata la tanto agognata legge contro il fumo che ne prevedeva il divieto assoluto nei locali pubblici (è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico  16 gennaio 2003 n. 3 art. 51)

Se per ristoranti ed aerei è stata decisamente efficace, non si può dire lo stesso per i locali notturni, ove spesso viene disattesa a causa di una paradossale sentenza del Tar del Lazio del 1º agosto 2005, confermata dal Consiglio di Stato il 7 ottobre 2009 che prevede non siano più fatte sanzioni al gestore che non segnala alla forza pubblica gli avventori in contravvenzione; cioè semplificando: il gestore non è più responsabile delle singole azioni irrispettose dei clienti che decidono, in barba a chi non fuma e a una legge che ne vieta l’uso, di accendersi una sigaretta in luogo pubblico, sollevandolo da ogni responsabilità e affidandosi di fatto alla benevolenza del fumatore stesso (?) avvantaggiato da controlli inesistenti.

E qual è la conseguenza di questa folle stramberia legislativa? Che in molti locali notturni della Capitale non si può passare una serata in santa pace senza intossicarsi a causa di fumatori incalliti.

Personalmente ritengo che in un paese civile il benessere e la salute dei cittadini resti una priorità da salvaguardare, soprattutto alla luce dei dati non proprio rassicuranti sull’aumento dei tumori al polmone a causa delle sigarette.

Viviamo in un paese in cui la libertà personale viene sovente violata dalla prepotenza altrui che vuole imporre le proprie abitudini lesive anche a chi decide di non volersi avvelenare.

Se pensiamo che in alcuni Stati il divieto di fumo nei luoghi pubblici è esteso anche all’aperto (vedasi gli Stati Uniti), direi che siamo nettamente indietro in quanto a coscienza civile e rispetto delle regole di convivenza. Per non parlare delle cicche di sigarette altamente inquinati buttate per terra, nonostante sia stata approvata una legge che punisce i trasgressori, ma questo è un capitolo a parte.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome