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Burraco
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Burraco per un cervello sempre giovane. Giochi a carte? Alleni il cervello e lo preservi dal decadimento cognitivo.  Parola del Cnr. “Analizzando 29.000 persone di 22 paesi diversi, M. J. Valenzuela e colleghi hanno dimostrato che gli anziani coinvolti in attività ludiche riducono di quasi il 50% il rischio di sviluppare demenza. E tra le attività ludiche più conosciute c’è sicuramente il gioco delle carte”. Gli stessi risultati sono stati ottenuti anche dai ricercatori dell’Istituto di neuroscienze e dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa nello studio ‘Train the brain’ “Il gioco con le carte favorisce due particolari processi: la socializzazione e le strategie di problem solving”, prosegue il ricercatore dell’Ibfm-Cnr. “La socializzazione è un termine ombrello che contiene in sé numerose attività cognitive, correlate tra di loro, che possono allenare il cervello: dall’uso del linguaggio verbale che ci spinge a scambiare opinioni e pensieri al linguaggio non-verbale con cui esprimiamo le nostre emozioni e contemporaneamente interpretiamo quelle degli altri.

Le strategie di problem solving riguardano invece le capacità di calcolo, verifica e progettazione delle proprie azioni in funzione della vincita finale. Qualsiasi gioco infatti è finalizzato al raggiungimento di un target e questo comporta la scelta di azioni e soluzione di problemi in maniera continuativa”.Comunque le persone anziane hanno oggi, riguardo al gioco, un vantaggio rispetto ai giovani. “Mentre i ragazzi giocano a carte con i loro computer o con gli smartphone chiusi nelle loro stanze, gli anziani allenano la mente sfruttando un importante processo che ha permesso all’essere umano di evolversi: la socializzazione”.

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