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Problem solving: le tecniche per affrontare i problemi quotidiani

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In che cosa consiste il problem solving?
Esistono delle tecniche e dei metodi che permettono agli individui di migliorare le proprie capacità di affrontare e superare i problemi quotidiani.
Il problem solving è un processo mentale che comprende la scoperta, l’analisi e la soluzione di un problema.

L’obiettivo finale consiste nel superare ostacoli e trovare un modo per risolvere al meglio tutte le problematiche.
Sviluppare la strategia del problem solving garantisce ad entrambi gli emisferi del cervello di svilupparsi; il pensiero logico deriva dall’emisfero sinistro, nel quale risiede l’area che consente di formulare e comprendere il linguaggio logico; differentemente il pensiero laterale è dato dall’emisfero destro che permette di contemplare nuove possibili strade ed alternative ai problemi grazie ad un pensiero che si muove per ipotesi e creatività; così facendo l’individuo riuscirà ad analizzare il problema da un punto di vista nuovo e differente uscendo dalle polarizzazioni della mente.
Di solito tendiamo a pensare in maniera prettamente logica e di conseguenza quando ci troviamo di fronte a un problema, cerchiamo automaticamente la risposta più evidente, senza contemplare, a volte, altre soluzioni più originali che potrebbero persino dimostrarsi più utili.
Quali strategie adottare per accrescere la capacità di risolvere i problemi?
Edward de Bono
nel 1981 scrisse un libro incentrato sul pensiero intenzionale e di reazione, intitolato “Sei cappelli per pensare”nel quale propone un buon esercizio per affrontare i problemi adottando ottiche differenti.
Ciascun interlocutore che si ritrova a partecipare ad una riunione, dibattito, conferenza, dovrebbe assumere dei ruoli (cappelli) definiti allo scopo di: dichiarare le sue posizioni, uscire dai suoi pregiudizi, considerare punti di vista alternativi per stimolare l’ampiezza delle soluzioni e delle critiche è auspicabile che in una discussione ciascuna persona accetti di indossare cappelli (ruoli) diversi.
Di seguito esponiamo i diversi ruoli che ciascun cappello implica:
1) Cappello bianco (Neutrale): analisi dei dati, di informazioni, di eventi precedenti, analogie ed elementi che sono raccolti senza esprimere giudizi.
2) Cappello blu (Razionale): stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali, pianifica, organizza, stabilisce le regole del gioco. Conduce il gioco.
3) Cappello nero (Negativo): l’avvocato del diavolo che rileva gli aspetti negativi, le ragioni per cui la cosa non può andare.
4) Cappello giallo (Positivo): l’avvocato dell’angelo, rileva gli aspetti positivi, i vantaggi, le opportunità che si aprono.
5) Cappello rosso (Emotivo): emotività, esprime di getto le proprie intuizioni, come suggerimenti o sfoghi liberatori, come se si ridiventasse bambini, emozioni, sentimenti.
6) Cappello verde (Creativo): indica sbocchi creativi, nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite.
Secondo De Bono affrontare i problemi con gli abituali metodi razionali produce risultati limitati dalla rigidità dei modelli logici. Per trovare soluzioni davvero innovative bisogna uscire dagli schemi prefissati, mettere in dubbio le presunte certezze e affidarsi ad associazioni di idee inedite.
Il secondo metodo è quello individuato da Harold Lasswell, molto utilizzato nell’ambito giornalistico e anche conosciuto come il “metodo delle 5W”.
I passaggi da effettuare in questo caso sono più che altro delle domande da porsi:

1.Who?: chi è il referente?
2. What?: qual è l’obiettivo?
3. Where?: dove si deve intervenire?
4. When?: quando si deve intervenire?
5. Why?: perché lo si deve fare?

E’possibile aggiungere anche “How” (come sviluppare il progetto) e “How much” (quante risorse possono essere investite).

Concludendo ricordiamoci che “non tutto ciò che viene affrontato può essere cambiato, ma niente può essere cambiato finché non viene affrontato”.