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resilienza
resilienza

In ogni individuo risiede una capacità di adattamento alle avversità della vita che se coltivata e sviluppata permette di affrontare al meglio ogni imprevisto.
Questa strategia di fronteggiare gli eventi negativi prende il nome di resilienza; essere delle persone resilienti equivale ad avere la capacità di autoripararsi tempestivamente dopo un danno (trauma) subito che sia fisico o psichico; essa ci aiuta a riorganizzare la nostra vita, le nostre sensazioni, le nostre emozioni, facendoci uscire come vincitori e non come vinti.
Una persona resiliente riesce a non essere vulnerabile, è una persona stabile e non suggestionabile dagli eventi, è una persona che prende in mano la sua vita e cerca in tutti i modi possibili di risalire in cima.

Il termine resilienza viene identificato con la frase “piegarsi ma non spezzarsi” e viene utilizzato dalla fisica per indicare la proprietà che possiede un corpo di assorbire gli urti rimanendo intatto ritornando poi alla sua forme originaria.

Tutto questo aiuta a leggere e classificare gli eventi negativi come passeggeri e momentanei accrescendo la motivazione per affrontarli e vincerli.

Accrescere e rafforzare la resilienza si può!

Esistono dei fattori protettivi che hanno il ruolo di guidare l’individuo verso la realizzazione di uno sviluppo sano garantendogli l’incremento della resilienza;
essi sono suddivisi in fattori individuali quali l’autostima, l’autoefficacia, l’autonomia, la capacità di problem solving , le strategie di coping e l’empatia; i fattori relazionali come la qualità delle relazioni familiari o amicali ed infine i fattori sociali quali il sostegno sociale e la partecipazione attiva.
Sviluppare i fattori individuali è indispensabile perché il cambiamento deve partire dalla persona stessa; più un individuo riesce ad sviluppare con il tempo e con le esperienze la capacità di autonomia nelle scelte e nel pensiero, maggiori saranno le possibilità per reagire razionalmente e con lucidità dinnanzi ad una situazione negativa adottando così le giuste strategie di intervento possibili.
Per autostima si intende la capacità di avere una percezione di sé come essere che vale e che da solo riesce ad elevarsi in mezzo a tanti, più l’autostima è elevata, più accresce la valutazione che una persona ha del proprio io, di conseguenza maggiore sarà il livello di soddisfazione personale e di fiducia in noi stessi.
L’autostima viaggia di pari passo con l’autoefficacia, la quale rappresenta il grado di fiducia nelle proprie capacità; è confidare in se stessi riguardo alle potenzialità fisiche, psichiche, sociali.
Una persona con scarsa resilienza ha conseguentemente scarsa autostima e bassa autoefficacia in quanto nei momenti stressanti tende a svalutarsi e a dipingersi come un fallito; da qui la famosa frase “non ce la posso fare”; differentemente una persona resiliente scava dentro se stessa ed annota tutte le sue migliori qualità per sfruttarle a suo favore affinché riesca a superare il momento di stallo.
Analizziamo alcune parole che permettono alla persona di raggiungere la strada verso la resilienza.
Tra le parole fondamentali per accrescere la resilienza troviamo in primis la parola “capace”; affermare di non riuscire ad eseguire un compito, quindi non reputandosi all’altezza di esso, ci porta a tirare conclusioni soggettive sbagliate, mentre il problema deve essere analizzato adottando la capacità della oggettività.
Avere esclusivamente una percezione negativa di un evento ci porta a reputarlo insormontabile mentre superare un problema è il trampolino per diventare più forti di prima e più combattenti; il non sono capace è solo una scusa per non sforzarsi a risolvere i problemi.
Un’altra parola indispensabile è “potenziale”; superare le sfide ci porta ad crescere di livello di noi stessi; ogni sfida, ogni problema affrontato ci dà la carica per esternare le nostre competenze e il nostro potenziale nell’abilità di fronteggiamento dei problemi.
La terza frase importante è “non chiedersi sempre perché sia toccato a me!” ma “domandarsi come posso raggirare l’ostacolo per uscire da una determinata situazione, quindi chiedersi “quali strategie posso attuare per risolvere il problema?” questo permette di prestare attenzione alle soluzioni e non piangersi addosso su cosa sia invece accaduto.
In conclusione per la resilienza non c’è spazio alle vittimizzazioni che portano l’individuo ad essere passivo di fronte la vita; la resilienza non permette che le persone si accontentino di un qualcosa di serie b solo perché non si ha il coraggio di affrontare un problema perché è proprio credendo in noi stessi che raggiungieremo la felicità.

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