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divorzio
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Secondo il noto psichiatra statunitense Richard Gardner, la Parental Alienation Syndrome (PAS) insorge quando, in seguito al divorzio, il genitore affidatario attua una vera e propria campagna di denigrazione nei confronti dell’altro genitore nella quale il figlio, che viene manipolato, diventa lo strumento cardine della vendetta coniugale.

La PAS è un disturbo che insorge esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Questa non è una semplice questione di “lavaggio del cervello” o “programmazione”, poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione.

La sindrome da alienazione genitoriale si manifesta con otto sintomi principali:
1. la messa in atto di una campagna di denigrazione contro l’altro genitore, in cui il bambino diviene ossessionato dall’odio nei suoi confronti. Da un momento all’altro l’amore del bambino muta in un profondo odio ed il rispetto e la considerazione verso il genitore non esistono più.
2. motivazioni deboli, assurde, futili della svalutazione dell’altro genitore;
3. la mancanza di ambivalenza in cui il genitore alienato/odiato viene descritto come del tutto negativo e il genitore alienante/amato come del tutto positivo;
4. subentra il fenomeno del pensatore indipendente dove il bambino sostiene di non essere stato mai influenzato dal genitore alienante;
5. il bambino non prova senso di colpa nel denigrare il genitore;
6. utilizzo di scenari presi a “prestito” in cui il bambino muove accuse all’altro genitore utilizzando espressioni e pensieri mutati interamente dal genitore alienante in quanto adopera un linguaggio che sfugge alla sua comprensione;
7. l’appoggio automatico al genitore amato
8. oltre al genitore,si disprezza anche tutta la sua famiglia, compresi nonni, zii, cugini un tempo amati
Questa sindrome può assumere tre forme: lieve, moderata e grave.

 

I casi lievi sono caratterizzati da una sottile forma di programmazione contro l’altro genitore, che però non influisce seriamente sulla frequentazione, per cui il bambino riesce senza troppa difficoltà a negoziare gli incontri con il genitore alienato.

Nei casi moderati si assiste a una programmazione più concreta contro il genitore, in cui il bambino spesso incontra difficoltà durante la negoziazione ma finisce per adattarsi alle visite.

Per quanto concerne i casi gravi, il bambino diviene irremovibile nell’avversione che nutre per l’altro genitore e rifiuta ogni contatto diretto: è in questo caso che il genitore alienante e il figlio stringono un’alleanza malsana che ha come scopo quello di distruggere completamente il rapporto con il genitore alienato.
La PAS equivale ad un abuso psichico e morale inflitto sul minore, in quanto nel contesto della separazione emergono tra gli ex partner sentimenti di rivalsa e vendetta, che vanno a intaccare lo sviluppo emotivo del bambino; insieme al fallimento e alla distruzione dell’indipendenza del bambino, cade anche lo scopo educativo dei genitori e la loro funzione di tutori del benessere del figlio.
La paura e il senso di colpa innescate nel bambino hanno lo scopo di soffocare le sue energie vitali ed indurlo a dimenticare la sua vera natura; nel caso della sindrome di alienazione genitoriale, il genitore alienante tesse le fila di un “burattino” che viene mosso a suo piacimento.

Se il bambino non si comporta secondo le aspettative del genitore alienante, viene privato dell’amore e dell’approvazione di cui ogni minore necessita; se non è accondiscendente sa di andare incontro a punizioni, privazioni, e rifiuti: saranno queste le ragioni che andranno a creare un rapporto patologico, malsano, caratterizzato da complicità e menzogne tra il genitore alienante e il figlio alienato il cui fine sarà quello di annientare il ruolo genitoriale dell’altro genitore.
Le sette componenti dell’abuso emotivo in relazione ad esperienze di figli con la PAS subentrano quando: il bambino è rifiutato in quanto il rifiuto è strutturato intorno a quattro aree: freddezza, ostilità, indifferenza, mancanza di attenzioni. I genitori comunicano al figlio il suo disvalore. I genitori possono anche intimargli di andarsene o coprirlo di insulti; il figlio diventa il capro espiatorio di tutti i problemi familiari. Il rifiuto è un esperienza predominante nei figli della PAS i quali, non solo sono indotti a pensare che il genitore alienato li rifiuti, ma in molti casi sono rifiutati in tenera età anche dal genitore alienante; il bambino poi è isolato in quanto il genitore limita la partecipazione alle normali esperienze sociali impedendo al bambino di stringere amicizia e suscitando in lui la sensazione di essere solo al mondo; viene poi terrorizzato e minacciato di morte, abbandono, di percosse; il minore inoltre è corrotto; insegnare al figlio a mancare di rispetto e ad umiliare l’altro genitore corrompe i valori e la personalità del bambino incoraggiandolo a essere sgarbato, egoista e ingrato o viene aggredito verbalmente con insulti, minacce e comportamenti sarcastici che minano l’autostima creando una sensazione di vergogna e umiliazione; è sottoposto inoltre ad una eccessiva pressione: gli viene detto continuamente che il genitore alienato non lo ama e questo arreca un danno emotivo atroce causando sofferenza e dolore che minano il senso del proprio valore; infine nel minore viene indotta la sensazione di essere responsabile del benessere di un adulto e questo tende a caricarlo di una grande responsabilità che suscita vergogna qualora deludesse il genitore.
Spesso si sottovalutano gli effetti dannosi che una separazione familiare provoca nella mente e soprattutto nel cuore di un minore; nella maggior parte dei casi il figlio diventa un arma per colpire il genitore alienato ed inizia così un circolo vizioso di odio e di vendetta che ha come unico obiettivo quello di annientare e di conseguenza alienare il proprio ex coniuge.
La separazione è un evento che comporta una ristrutturazione individuale e familiare: necessita di una riorganizzazione delle relazioni familiari attraverso il mantenimento delle funzioni genitoriali che vedono i genitori impegnati in un progetto condiviso di genitorialità; richiede quindi agli adulti la capacità di scindere l’area della coniugalità da quella della genitorialità, attuando una distinzione tra ruolo coniugale e ruolo genitoriale: mentre il primo comporta la separazione tra gli ex-coniugi, il secondo è riprogettazione di sé e dell’altro in relazione alle funzioni genitoriali.

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