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Beata ignoranza
Beata ignoranza

Beata Ignoranza il nuovo film di Massimiliano Bruno, salito repentinamente alla vetta degli incassi nella prima settimana di programmazione, racconta la storia di due professori di liceo alle prese con il mondo dei social network: Alessandro Gassman perennemente connesso, felice di vivere nella nuova realtà 2.0 e Marco Giallini tradizionalista, sentimentalmente legato all’odore dei libri, dei dischi in vinile, del cellulare che può solo chiamare, niente smartphone. Per una serie di circostanze il primo dovrà provare a vivere senza connessione, l’altro verrà immerso nella rete.

Ma cosa ne penserà Massimiliano Bruno dei social network? Ecco cosa mi ha raccontato

“Beata ignoranza” perché questo titolo?

Beata ignoranza è una battuta che il professor Marco Giallini fa al professor Alessandro Gassmann quando si sente dire che chi è non aggiornato su quello che succede nella rete è ignorante e allora Giallini reagisce dicendo “beh allora sai che ti dico beata ignoranza. A me di quello che succede online su Facebook su twitter non me ne frega niente. Perché Giallini nel film è uno un po’ vetusto è uno a cui la modernità non piace, mentre invece Gasmann è un progressista, uno normale, come tutti noi, nel senso che se esce una cosa innovativa e diventa prassi nella nostra società, perché demonizzarla se poi la si usa bene?

Proprio a proposito di questo, tu nel 2012 avevi scritto un post amaro su Facebook che ti portò addirittura a cancellarti dal social network

Si mi ero cancellato perché ne abusavo, ci stavo troppo. Ero da poco entrato su Facebook ed ero un po’ amareggiato perché non riuscivo più a leggere un romanzo, andare a teatro al cinema, uscivo di meno con gli amici, mi piaceva chattare con dei miei vecchi compagni di scuola di cui avevo perso le tracce, volevo la sera, stare a sentire “ma te quanti figli c’hai, ma che lavoro fai? vivi in America?” Però dopo un po’, superata la fase della curiosità iniziale mi era preso lo sconforto, non potevo annullarmi per stare tutto il giorno su Facebook, e quindi ho scritto quel post in cui rivendicavo la voglia di tornare ad essere quello che ero prima.

Poi però ti sei pentito e sei tornato su Facebook

Beh ho trovato un giusto equilibrio. Stare collegato h24 è in effetti un po’ da malati di mente, ma ogni tanto controllare la posta, vedere un paio di volte di volte al giorno chi ha commentato i post, integrarlo con la propria vita lavorativa e personale senza trascurare mogli, marito, figli e amici, forse è sano, è normale, non possiamo negare l’esistenza di nuove forme di comunicazione.

Tu pensi che questa presenza così massiccia dei social abbia compromesso i rapporti umani oppure no?

Massimiliano Bruno
Massimiliano Bruno

Nelle persone sane no. Io mi accorgo che ora riesco comunque a fare una vita sociale, vedere uno spettacolo a teatro o leggere un bel romanzo, il prossimo step sarà quello di non guardare il cellulare mentre sono a cena, mi sono messo dei limiti. Ma oggigiorno è talmente integrato tutto, talmente veloce tutto che si rischia di perdere un lavoro se non si risponde entro sei ore. C’è una scena del film in cui c’è Giallini che sta leggendo Baudelaire e ad un certo punto si sentono arrivare tutte le notifiche di Facebook, whatsapp, twitter e lui dice “è inquietante che mentre sto leggendo Baudelaire arrivi una notifica di una certa Maria Pezzolato per aver messo mi piace sulla foto di un certo Boggioni che ritrae un tizio che ha scritto su un muro “Juve Merda”

I social network secondo te possono influenzare le scelte delle persone?

Si ne sono pienamente convinto, più follower si hanno e più si può fare informazione o controinformazione, io però credo che, come tutte le cose, si arriverà ad un punto di crisi che scivolerà verso qualcosa di più innovativo.

Per quanto riguarda il cinema invece sono un po’ più pessimista perché il cinema ha dei concorrenti forti, il derby di calcio sulla Rai, i film su Sky, le serie americane su Netflix e anche la voglia di passare una serata a casa in pigiama a chattare.

E quale sarà il futuro del cinema secondo te?

Io spero regga, però credo che ci sarà un’apertura verso le produzioni dirette come già sta avvenendo con le grandi piattaforme tipo Netflix, progetti pensati direttamente per la televisione o per i computer.

Spariranno le sale cinematografiche?

Beh mi auguro vivamente di no altrimenti scompaio anche io (ride) Le sale fortunatamente sopravviveranno così come sopravvive ancora il teatro. E poi diciamoci la verità, un film visto al cinema vale 10 volte di più, però sicuramente si dovranno ritarare i budget di produzione perché fare film che costano 5/6 milioni per poi incassarne 3/4 non si può più fare.

Cosa ne pensi degli haters?

Marco Giallini Alessandro Gassman
Marco Giallini Alessandro Gassman

Gli haters sono un fenomeno incredibile. Anche nel mio film “Beata Ignoranza” tratto la questione, sopratutto in una scena che ho tagliato ma che posterò poi sulla mia pagina. Lo comprendo, ma non lo giustifico, nei giovanissimi, ma non capisco gli adulti. Ci può stare che sull’onda dell’emotività a uno che scrive “adoro Hitler e spero che i nazisti sterminino tutto il mondo” sotto gli si possa rispondere ” a testa di cavolo ma che stai a dì” ma qui il problema è che gli haters agiscono anche contro persone che esprimono semplicemente un giudizio, cioè tu magari scrivi che ti piace un gruppo musicale e ti massacrano. Nel mio film ad esempio c’è Giallini che scrive su Facebook di essere andato a visitare la città di Crotone e gli è piaciuta molto, a quel post un tifoso del Catanzaro gli risponde “ti strappo e braccia, ti sgozzo” e lui si chiede “perché? ho semplicemente detto che amo Crotone” Prova a dire in rete che i Beatles non ti piacciono, ti minacciano di morte!! Se la stessa cosa a dici al bar le reazioni non sono così violente, perché presi vis a vis questi leoni da tastiera sono degli agnellini. Magari scopri che fra quelli che ti hanno minacciato di morte, in realtà c’è un rachitico di 1 metro e 40 che sta tutto il giorno davanti al computer a scrivere a “brutto stronzo io ti ammazzo” a chiunque. Dei poverini

Come si può arginare questo problema vista la gravità del fenomeno?

Denunciandoli, quando ci sono i termini legali tutti noi dobbiamo denunciare, se invece si esprime con educazione il dissenso beh ci dobbiamo stare come quando un critico scrive che un film non gli è piaciuto. Educazione e rispetto innanzitutto. Ci sono state vittime a causa della violenza della rete, non si può più tollerare.

Quindi non potremmo più fare a meno della rete, dei social network in particolare?

Si ma dobbiamo pensarla in maniera progressista e non conservatrice, come un’innovazione da utilizzare per fare delle cose buone. Dopo la strage del Bataclan a Parigi ad esempio, Facebook si è inventata un modo per far sapere ai familiari di chi si trovava li in quel momento, che i propri cari stessero bene, l’ho trovato molto utile.

Ed invece nelle relazioni sentimentali? I social hanno rovinato la vita un po’ a tutti non credi?

Secondo me ha reso palese ciò che era una volta nascosto: le persone ora usano la rete per fare sesso. Prima bisognava andare in discoteca, ubriacarsi, fare le 4 di mattina. Però per molti, quelli che noi chiamavano i soggettoni, i nerd per intenderci, che hanno poca possibilità di emergere in un gruppo e quindi di conoscere una persona, forse può essere un metodo morbido scriversi per qualche giorno per farsi apprezzare da qualcuno. Io non ci vado un demonio dietro. Secondo me è un amplificatore della nostra società, le brave persone restano brave persone i mandrilli restano mandrilli.

Tu faresti mai vedere la tua posta privata di Facebook alla tua fidanzata?

Io si

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