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Di solito quando si parla di scenari geopolitici si parla di scenari che riguardano zone a noi ben note che vanno dal Medio Oriente fino all’Europa dell’Est. Per gli osservatori meno attenti dunque potrebbe essere sembrato particolare vedere le Isole Salomone occupare le prime pagine dei giornali, peraltro in un periodo come questo dove le attenzioni globali sono giustamente tutte incentrate su quanto sta succedendo in Ucraina. Sarebbe comunque un errore pensare che le Isole Salomone siano relegate a uno scenario periferico, o comunque di scarsa importanza nello scacchiere globale. In realtà le Isole Salomone potrebbero svolgere, e anzi lo stanno già facendo, un ruolo importante nella ridefinizione degli equilibri geopolitici in un’area considerata chiave per gli interessi degli Stati Uniti, ma anche della Cina.

Queste isole melanesiane hanno recentemente conquistato le prime pagine a seguito della decisione di siglare un accordo di sicurezza globale con la Repubblica Popolare Cinese. Uno dei protagonisti assurti all’onore delle cronache in questo drammatico periodo contrassegnato dalle operazioni militari in Ucraina è il primo ministro delle Isole Salomone, Manasseh Sogavare. Costui ha aspramente replicato alle critiche internazionali circa la decisione presa dicendo che il suo Paese non subirà pressioni da parte di Pechino. Ma che cosa è accaduto esattamente?

Facciamo un passo indietro. Le Isole Salomone recentemente hanno avuto una storia abbastanza turbolenta, si pensi alla rivolta del 2019 esplosa a seguito della decisione presa da Sogavare di appoggiare la politica di “una sola Cina” allontanandosi così dal riconoscimento di Taiwan. Fu questa una premessa di un ulteriore innalzamento della tensione nel 2021, quando nel Paese si verificarono delle proteste anticinesi collegate direttamente a tale decisione presa dal governo. Sono questi tutti aspetti da tenere in conto per dare una lettura approfondita di quello che sta succedendo oggi. Come molti suggeriscono nella scelta strategica di Sogavare potrebbe anche esserci una certa voglia di rivalsa postocoloniale nei confronti degli Stati Uniti. Per la precisione la data da ricordare è quella del 19 aprile 2022 quando Sogavare ha annunciato mondo la stipula di un trattato di sicurezza globale tra le Isole Salomone e la Repubblica Popolare Cinese.
Ma di fronte a una attenzione così alta nei confronti di questo accordo, con tutte le preoccupazioni esternate da Washington, come mai le Isole Salomone sono così importanti? Come mai gli Stati Uniti sono arrivati a minacciare Hoinara persino di non meglio specificate “reazioni” qualora questo accordo dovesse portare in un futuro all’apertura di una base militare cinese? Sono tutte domande lecite alle quali è necessario trovare delle risposte credibili.

Per provare a rispondere dobbiamo fare un piccolo salto indietro ricordando che la penetrazione del Dragone nelle isole melanesiane risale ormai sin al 2003, quando cioè nelle Isole Salomone divampava una guerra civile. Si tratta quindi di un esito, quello della stipula del trattato di sicurezza globale con Pechino, che non era così imprevedibile per gli esperti internazionali. E’ del tutto comprensibile quindi che gli Stati Uniti abbiano reagito con forte disappunto, consapevoli forse che quella delle Isole Salomone andrebbe vista come una tappa di un percorso più ampio o anche come una tessera di un mosaico che si sta pazientemente completando pezzo dopo pezzo. Per la Cina poi una penetrazione nelle Isole Salomone sarebbe strategicamente importantissimo proprio nell’ottica di completare l’isolamento regionale di Taiwan, un accerchiamento a cui si sottraggono solo pochi paesi in Oceania come Nauru o Tuvalu. Sarebbe poi quantomeno miope non soffermarsi anche su un altro aspetto che rende le Isole Salomone così appetibili tanto per Pechino quanto per Washington: la presenza di enormi giacimenti di risorse naturali nel sottosuolo tra cui le tanto richieste terre rare, gas, oro e zinco.

Dopo questa breve premessa torniamo alle reazioni del mondo all’annuncio di questo accordo di sicurezza così importante. Pechino, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, a questo riguardo ha dichiarato che la cooperazione tra il suo Paese e le Isole Salomone “è del tutto conforme al diritto internazionale e contribuisce alla stabilità sociale e alla sicurezza a lungo termine dell’arcipelago del Pacifico meridionale servendo inoltre i comuni interessi degli Stati regionali”. La Cina ha anche auspicato che la comunità internazionale rispetti la sovranità delle Isole Salomone. Sogavare, da parte sua, ha corroborato queste parole definendo come “offensiva” la reazione di alcuni Stati alla notizia dell’accordo del trattato di sicurezza. Per quanto i contenuti dell’accordo siglato non siano stati resi noti, almeno per il momento Sogavare non avrebbe alcuna intenzione di chiedere alla Cina la costruzione di una base militare sul suo territorio. Insomma, le Isole Salomone continuano a sbandierare una loro “neutralità” ma gli Stati Uniti sembrano essere molto diffidenti a riguardo.

Ma per comprendere davvero che cosa potrebbe aver indotto le Isole Salomone a fare questo passo dobbiamo tornare indietro al colonialismo britannico che, da quelle parti, non ha certo lasciato un buon ricordo con tutto il suo contorno di schiavitù. La sensazione è che oggi Hainara voglia in qualche modo smarcarsi anche dall’influenza americana e australiana, che del resto rappresenta per certi versi l’evoluzione di quella che fu l’influenza britannica. Del resto l’Australia aveva anche cercato di sabotare un progetto di cavi sottomarini da parte di aziende cinesi con terminal nelle Isole Salomone, ma senza successo. Insomma, anche alla luce delle tensioni su Taiwan, ecco che la notizia della stipula dell’accordo tra Isole Salomone e Pechino assume un’importanza davvero non secondaria. Se poi la Cina dovesse davvero aprire una base militare in questo Paese, ecco che potrebbero aprirsi scenari preoccupanti per tutta l’area.

Fonti: Cina, ministero degli Esteri: cooperazione con Isole Salomone “conforme al diritto internazionale” Agenzia Nova | Accordo Pechino-Isole Salomone, un altro varco riempito dalla Cina China Files