CONDIVIDI notizia
Canile Muratella
Canile Muratella

Il Sindaco di Roma dal 1907 al 1913, Ernesto Nathan, dovendo ridurre le spese del bilancio comunale, tagliò la fornitura di trippa ai gatti del Campidoglio. Negli stessi anni fece anche costruire, purtroppo, lo zoo di Villa Borghese a immagine delle altre grandi capitali europee. Ma questa è un’altra storia.

Di fatto Nathan fu l’antesignano degli interventi comunali sugli animali in città. Rafforzati dalla creazione, nel 1918, della regia imposta sui cani che si doveva pagare, appunto, ai Comuni, con canili pubblici dotati di camera a gas dove finivano la loro vita i quattrozampe che dopo tre giorni dalla cattura non erano stati reclamati o non erano stati inviati alla vivisezione. Vergogna questa che siamo riusciti a cancellare solo a fine degli anni ‘70 in alcune città proprio come Roma, con l’allora Sindaco Giulio Carlo Argan, e per Legge nazionale dal 1991.

Il Comune, infatti, è diventato man mano ufficialmente il primo riferimento per la tutela degli animali. Per Legge, dal 1979, con il DPR del 31 marzo, e dagli anni ‘90 con i primi Programmi realizzati dalle associazioni animaliste per l’elezione diretta del Sindaco a partire proprio da quello della Capitale e per la conseguente volontà di diverse Amministrazioni locali dal 1993, Roma in testa, con l’istituzione dei primi Uffici comunali diritti animali e dei primi Consiglieri comunali delegati ai diritti degli animali.

Da allora non sono passati solo tanti anni ma anche tante “stagioni” di attenzione a questi temi, promesse mai realizzate, grandi aspettative e anche risultati positivi come, fra gli altri, l’approvazione di centinaia di Regolamenti comunali per la tutela degli animali, dal 2013 patrocinati anche dall’ANCI l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani, con il primo di questi, approvato a Firenze nel 1999. La delega alla tutela degli animali o al randagismo, assegnata a un Assessore o tenuta dallo stesso Sindaco, fa parte ormai della storia di diversi Comuni così come, in alcuni rari casi, la costituzione di Nuclei informati o specializzati della Polizia Locale.

Nel frattempo, sono aumentati sulla carta i compiti dei Comuni per la tutela degli animali, il numero degli animali domestici nelle famiglie, gli animali selvatici in libertà nelle città (basti pensare a storni, cinghiali, gabbiani, tartarughe, pappagalli) le richieste di intervento e le aspettative.

Nella Capitale, possiamo delineare – qui in maniera forzatamente sintetica – almeno tre fasi di queste vicende.

Dai primi impegni di Francesco Rutelli alle elezioni del 1993, il primo Ufficio comunale diritti animali sotto l’egida dell’allora Assessore alla Cultura Gianni Borgna (un vanto, per noi, che questi temi fossero proprio presso quell’Assessorato), Monica Cirinnà consigliera comunale delegata; l’impegno tradito di trasformare lo zoo pubblico in un Centro di recupero per animali sequestrati e confiscati realizzando solo una riverniciatura di una struttura che come allora continua a costare milioni di euro pubblici e a investire ancora in spettacolarizzazione degli animali; il trasferimento del canile comunale da Porta Portese alla Muratella; le prime regolarizzazioni, grazie alla legge regionale 34 del 1997, delle colonie feline; il Regolamento comunale del 2005, tuttora vigente, approvato all’unanimità; una Squadra operativa sul territorio in risposta alle richieste dei cittadini, un conflitto aperto con i Servizi veterinari Asl e quindi dipendenti dalla Regione. Attività e ruoli che nel bene e nel male sono proseguite anche con le due Giunte Veltroni.

I cinque anni del Sindaco Alemanno prima e gli oltre due di Marino poi, pur da fronti politici diversi, hanno decretato la chiusura, di fatto, dell’Ufficio comunale, hanno visto tentativi fotocopia di modificare, in peggio, il Regolamento comunale, una delega tenuta dagli Assessori Fabio De Lillo prima ed Estella Marino poi che faceva presagire aumento dell’importanza del tema e che invece si è dimostrata il suo affossamento per mancanza di volontà e mancanza di importanza politica data, nei fatti, ai temi animalisti. Un’attività-simbolo di questo sfacelo è stata la progressiva demolizione dell’Ufficio comunale animali, non più riferimento di alcuno, e la farsa costata oltre 2 milioni di euro di un prototipo di botticella elettrica e delle nuove stalle per i cavalli delle botticelle a Villa Borghese, mai entrati in funzione.

Il Commissario Straordinario Tronca fra il 2015 e il 2016 ha poi posto le basi per un peggioramento degli interventi sul canile della Muratella e dei relativi affidamenti agli altri rifugi e dal giugno 2016 con l’avvento di Virginia Raggi, anche per il suo ottimo Programma sugli animali e la sottoscrizione di quello delle associazioni animaliste, si era prefigurata una positiva svolta che però, aldilà dei proclami, non è stata realizzata.Basti ricordare la vicenda dei cinghiali uccisi nell’ottobre scorso in un giardinetto della Capitale a dimostrare che una Sindaca, una sua consulente agli animali, tre Assessore all’Ambiente con delega sugli animali, un Presidente della Commissione capitolina Ambiente di fatto “Assessore ombra” non dichiarato, una dirigente esterno dell’Ufficio animali arrivata dal Ministero della Salute e la gestione di questo che è ripresa come prima, non hanno realizzato una efficace e duratura tutela degli animali.

Ben tre sono stati i Regolamenti promessi di cui due al momento mai approvati (tutela animali, animali nei circhi) e uno non ancora attuato pienamente, sospeso in parte dal TAR, (botticelle) a fronte della bocciatura nel 2018 della nostra Delibera di Iniziativa Popolare sottoscritta da migliaia di romani, un Programma della Sindaca depositato dal Prefetto per Legge non solo non rispettato ma addirittura sovvertito, basti pensare alla continua esaltazione della prigionia degli animali nel cosiddetto Bioparco – noto ormai più per le feste con i bambini ad Halloween e per i cambi di Consigli di Amministrazione che per la tutela degli animali – o al cambiamento di posizione sull’abolizione delle botticelle perseguita quando si era opposizione, cestinata quando si è stati maggioranza. Ma, soprattutto, è una triste constatazione, abbiamo purtroppo dovuto registrare una mancanza di dialogo e addirittura il rifiuto a incontrare le associazioni animaliste nazionali, con tante realtà cittadine e di quartiere, con tanti, troppi interpreti istituzionali sulla carta del Comune a tutela degli animali e nessuno mai realmente effettivo.

Se solo citiamo storni, botti di Capodanno, gabbiani, pappagalli, cinghiali, tartarughe e fontane in ville comunali, aree verdi per cani, primo soccorso per animali, famiglie con animali ed emergenza abitativa, sostegno alle gattare per le colonie feline, cani di quartiere e cani liberi accuditi, animali da gestire negli sgomberi dei campi Rom, allevamenti abusivi di animali per la macellazione clandestina, contrasto ai cambiamenti climatici con alimentazione più vegetale nella ristorazione pubblica, non citiamo solo tante tipologie di questioni insolute ma soprattutto la necessità che continuiamo a sperare e reclamare, di governare, di ascoltare chi vive questi temi, il volontariato, di programmare per la gestione degli animali azioni incruente e preventive che possono e devono coniugare rispetto per gli animali e così sicurezza e tranquillità per tutti.

Noi, lo sappiamo, è un grosso “limite”, non ci schieriamo per simpatie o antipatie. Giudichiamo dai fatti. Ora però il “non c’è trippa pè gatti” di Nathan sta a significare per noi che non daremo più credito alle parole ma solo ai fatti, come speriamo tante e tanti cittadine umane e cittadini umani della Capitale.

Per questo, ai/alle candidati/e a Sindaca/o di Roma 2021-2026 non chiediamo (Am.An.T – Animalisti Italiani – AVA – Enpa – Io Libero Avcpp – LAV – Lndc Animal Protection – Oipa) impegni tematici perchè le richieste su canili, zoo-Bioparco, botticelle sono sempre le stesse, ma chiediamo di pronunciarsi su cinque impegni strutturali che possono cambiare davvero in meglio la nostra amata città. Così Roma potrà essere una città accogliente, innovativa, solidale, per tutti:

1. La scelta di una/un Assessora/e alla tutela degli animali e al verde tra figure competenti e di esperienza sul campo e l’istituzione di un/a Garante comunale degli animali con funzioni ispettive, di indirizzo e coordinamento delle attività per l’applicazione del Regolamento comunale tutela degli animali con la riattivazione di un nuovo ed efficiente Ufficio comunale tutela animali che risponda alle richieste dei cittadini e sostenga il volontariato.

2. L’attivazione di un numero unico di “Pronto Intervento Animali” nelle segnalazioni di maltrattamenti degli animali con due team di intervento per ogni Municipio formati da qualificati agenti della Polizia di Roma Capitale, Guardie Zoofile, volontari delle associazioni, educatori cinofili, etologi, medici veterinari.

3. La creazione di una rete di ambulatori di medicina veterinaria sociale estesa nei quartieri per i più bisognosi e che costituiscano concretamente il Pronto soccorso diffuso h24 in attuazione della legge regionale e un Animal Social Bonus in cibo, cure veterinarie e sterilizzazioni nella forma “una tantum” per le persone in difficoltà economica a causa della pandemia che vivono con un cane o un gatto e in forma annuale per le persone in stato permanente di indigenza, che ne hanno accolti nella loro famiglia.

4. L’affidamento della direzione dei canili pubblici – rinnovati nella qualità della gestione dei servizi e con un ruolo di controllo delle associazioni animaliste – a un medico veterinario di provata esperienza nella tutela degli animali, in forza a Roma Capitale, e un nuovo innovativo affidamento della conduzione dello zoo per la effettiva trasformazione in Centro di recupero per animali sequestrati per maltrattamenti e traffico illegale, ovvero un reale Bioparco-Parco della Vita e del Rispetto.

5. L’istituzione dell’evento periodico “Il fine settimana per gli animali”, quindici l’anno per tutti e quindici i Municipi della Capitale, con il coinvolgimento del volontariato di quartiere attività per l’aiuto alle persone anziane con animali, la riqualificazione delle aree verdi per cani, il sostegno alle colonie feline, coinvolgimento degli ambulatori veterinari dei liberi professionisti disponibili e delle attività di toelettatura e vendita cibo per animali, attività educative nelle scuole per il rispetto degli animali.