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Parma: indagato presidente LAV, solidarietà di Ape

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(ultimenotizie) – Parma, 28 gennaio 2020 – “La nostra vicinanza alla protesta contro il progetto sui macachi, che abbiamo sin da subito ritenuto giusta, non è mai venuta meno e oggi intendiamo ribadirla con il medesimo convincimento. Le accuse della procura di Parma rivolte al presidente della LAV onlus per rivelazione di documenti segreti, minacce, accordi per istigare a reati, e diffamazione, sono pretestuose e prive di fondamento. Gianluca Felicetti ha fatto prevalere l’interesse della lega antivivisezione alla tutela degli animali. Ottenere la sospensione del progetto Light-Up che coinvolge sei macachi nella sperimentazione sui deficit visivi umani rappresenta una vittoria per tutti gli amanti degli animali che chiedono di trovare alternative a una sperimentazione considerata invasiva sugli animali. La Lav ha diffuso dati che erano pubblici facendo prevalere il diritto all’informazione e all’esercizio della libertà di pensiero. Ci teniamo a ribadire che questo ente morale ha agito esclusivamente a protezione degli animali”, così in una nota Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape).

“Qualcuno vuole intimidirci ma il risultato ottenuto è proprio quello contrario, di rendere più forte e convinta la nostra battaglia contro la sperimentazione sugli animali. Come ha sentenziato pochi giorni fa il Consiglio di Stato (https://www.lav.it/news/vittoria-lav-cds-macachi-to), la nostra azione legale contro i test sui macachi all’Università di Parma è fondata, abbiamo diffuso pubblicamente dati già noti, operiamo alla luce del sole e in maniera nonviolenta dalla nostra fondazione – 43 anni fa – siamo quelli che hanno fatto condannare Green Hill fino alla Corte di Cassazione”.

Così Gianluca Felicetti, presidente della LAV, nel giorno della notifica ricevuta dalla Procura della Repubblica di Parma, rende noto di essere indagato per i reati di cui agli articoli 115, 595, 612 e 621 del Codice penale, cioè rivelazione di documenti segreti, accordi per istigare a reati, minacce e diffamazione.

“La nostra associazione ha ottenuto la scorsa estate da parte del Ministero della Salute, grazie a una lunga azione legale, alcuni documenti della sperimentazione sui macachi e li ha utilizzati solo ed esclusivamente per redigere con i propri avvocati e consulenti scientifici i ricorsi al TAR e al Supremo Grado della Giustizia Civile. Abbiamo fatto prevalere il diritto all’informazione e all’esercizio della libertà di pensiero da parte di organizzazioni, come la nostra, riconosciute dallo Stato come di utilità sociale. Chi ci ha denunciati non ha evidentemente altri argomenti e tenta la strada del “bavaglio” giudiziario. Noi invece continuiamo, più forti e convinti di prima e ci riserviamo ulteriori azioni legali a difesa della nostra immagine e delle nostre attività di Ente Morale riconosciuto dal Ministero dell’Interno per la tutela degli animali, dei malati e della ricerca davvero scientifica”.