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Una famiglia di cinghiali
Una famiglia di cinghiali

È stato approvato con 45 voti favorevoli e 24 contrari dal Consiglio regionale lombardo il progetto di legge di revisione normativa ordinamentale, con relatrice la consigliera Alessandra Cappellari della Lega, la cui votazione era stata rimandata alla seduta di oggi dopo un forte dibattito la scorsa settimana delle opposizioni sulle norme relative alla caccia. I punti contestati dalle opposizioni e oggi approvati, hanno riguardato in particolare l’estensione del calendario venatorio in un pdl e non in un atto amministrativo, la possibilità di uso di visori notturni nella caccia, e l’obbligo per le guardie volontarie di indossare un giubbino con pettorale e dorsale di colori ad alta visibilità. Il tema più discusso sono le novità sulla caccia che prevede:

  • estesa la possibilità di cacciare la beccaccia fino al 31 gennaio nei soli ATC il sabato e la domenica;
  • possibilità per il capannista di usufruire del pacchetto di 15 giornate per la vagante alla migratoria dal primo di ottobre (prima si poteva solo dal 15 ottobre);
  • obbligo per le guardie venatorie volontarie di indossare uniforme con capo e giubbino con pettorale e dorsale ad alta visibilità;
  • obbligo nella caccia alla fauna stanziale e a tutti gli ungulati di indossare capo e giubbino con pettorale e dorsale ad alta visibilità;
  • estensione dei periodi di caccia agli ungulati (es. il cinghiale in selezione potrà essere cacciato tutto l’anno);
  • utilizzo del visore notturno per la caccia al cinghiale;
  • in caso di impossibilità di rinnovare l’autorizzazione del capanno per cause gravi (es. malattia, disoccupazione, ecc.) viene eliminato l’onere di rimuovere il capanno per tutto il tempo in cui perdurano tali cause;
  • eliminazione della forma di caccia alla sola migratoria per unificarla con la caccia alla stanziale.

Dura la reazione degli ecologisti che contestato il provvedimento. “Quanto approvato dal Consiglio regionale lombardo sulle modifiche alle attività venatorie è un grave attentato alla fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato. Dispiace constatare che una Regione che ha sofferto l’emergenza Coronavirus non si occupi di sanità ma di deregulation venatoria. Le norme approvate favoriscono in maniera indiretta il bracconaggio. L’estensione dei periodi di caccia agli ungulati a tutto l’anno contribuiranno a un incremento di questi animali selvatici. Siamo fermamente convinti che si possano contrastare con una soluzione non-violenta costituita dai vaccini immuni-contraccettivi. Tra l’altro l’uso dei visori notturni per queste attività sarebbero vietate come già stabilito dalla Cassazione. È assurdo che gli amministratori lombardi non tengano conto dei dati sulle vittime della caccia. Questo tipo di norme favoriscono unicamente gli incidenti e la strage silenziosa degli animali domestici. La caccia andrebbe contenuto visto il grave impatto negativo che ha sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulla spesa pubblica. Una Regione martoriata dalla pandemia dovrebbe rilanciare la sua economia riqualificando il turismo ecosostenibile e tutelando il benessere dei suoi cittadini che non si sentono al sicuro neppure all’interno delle mura domestiche a causa dei pallini da caccia vaganti”. Lo afferma in una nota Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape).

Al dibattito sulla caccia questa mattina si è aggiunto quello in merito agli emendamenti approvati da Forza Italia e Lega sulla gestione del Parco Agricolo Sud, che hanno inserito nel direttivo un membro nominato dalla giunta regionale “scelto tra amministratori, esperti o personalità di rilievo del territorio degli enti locali interessati dal parco”. Nel pdl sono stati approvati anche sei ordini del giorno. Tra questi quello a firma del consigliere Massimiliano Bastoni della Lega che contiene misure di sostegno per gli inquilini degli alloggi sociali di proprietà delle Aler direttamente colpiti dagli effetti economici e occupazionali dell’emergenza sanitaria da Covid-19, votato anche dal Partito democratico. Un ordine del giorno del M5s invita anche la giunta alla costituzione e convocazione urgente del Tavolo permanente per l’accesso al credito e un altro odg approvato dall’aula e proposto dal Pd, a firma del consigliere Piloni, impegna la giunta a valutare interventi nella normativa dei campi di destinazione d’uso. Della Lega approvato anche l’ordine del giorno che riguarda il coordinamento dell’attività venatoria nella modalità collettiva a squadre e di selezione del cinghiale.

In merito al tema del Parco Agricolo Sud, durante le dichiarazioni di voto in aula, il consigliere di Fratelli d’Italia Franco Lucente ha precisato che “tutti i sindaci del Sud Est milanese si aspettano un cambiamento”. Di parere opposto il capogruppo del Pd Fabio Pizzul, secondo il quale “volendo sottrarre a una realtà particolare come il parco sud Milano, attraverso questi emendamenti, una sua funzione storica che va rispettata e promossa, si fa un’operazione assolutamente al di fuori della logica di questa legge”.Secondo il consigliere regionale di Forza Italia Gianluca Comazzi “Regione Lombardia ogni anno mette un milione di euro nelle casse del parco Sud che negli ultimi anni non mi pare abbia brillato per una gestione ottimale e straordinaria, ma anzi ogni giorno riceviamo segnalazioni e critiche da parte dei sindaci e degli agricoltori e cittadini che vivono quel parco. Credo che sia normale che quando un’istituzione, dà dei fondi così importanti possa dare anche il proprio contributo in termini di idee e proposte alla gestione di quel parco”.

Comazzi rivolgendosi al Partito democratico ha aggiunto: “Mi spiace che nel Pd qualcuno si sia un po’ offeso, mi rendo conto che oggi quel parco è a totale gestione della città metropolitana di Milano, però prima di dare lezioni bisogna anche far vedere che si è in grado di gestirlo il parco, non mi sembra che oggi sia così”. Ad appoggiare Comazzi anche l’intervento del consigliere della Lega Massimiliano Bastoni: “Sul Parco Sud noi abbiamo votato convintamente gli emendamenti proposti dal capogruppo Comazzi perché erano i territori che ci dicevano che era necessario un cambio di rotta nella gestione, e per quanto riguarda il ‘boicottaggio’ a città metropolitana dovete forse bussare a chi ha fatto la legge Delrio perché ha trasformato la provincia di Milano in un ente senza poteri quasi inutile e in eterna difficoltà dal punto di vista del bilancio, il boicottaggio non è avvenuto quindi da parte di Regione Lombardia”.