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Roma: l’abbattimento dei cinghiali in area protetta è gravissimo, un atto vile e crudele

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Caccia al cinghiale
Caccia al cinghiale

(ultimenotizie) – 17 aprile 2020 – “In questi tempi già così difficili, segnati dal coronavirus, dobbiamo anche assistere a un atto gravissimo che avviene in un’area per giunta protetta: l’abbattimento dei cinghiali, da parte della Polizia provinciale. È un modo vile e di una crudeltà inaudita di occuparsi del contenimento”. Lo dichiarano la senatrice di Liberi e uguali Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, e la senatrice del Pd Monica Cirinnà, commentando il piano di abbattimento programmato dei cinghiali, messo a punto dal Comune di Roma, nella riserva naturale dell’Insugherata, a Roma nord. “Un’alternativa a questo inutile massacro esiste, ma si è preferito risolvere il problema degli ungulati nel modo più estremo: uccidendoli, per poi venderne le carni alle macellerie. Il provvedimento, preso dal sindaco Raggi – proseguono le parlamentari – è figlio di uno sciagurato protocollo sottoscritto tra Campidoglio, Città metropolitana di Roma, Regione Lazio e Asl, già un anno fa, e per la prima volta applicato a Roma. Per evitare che i cinghiali si spingano nel tessuto urbano, si dovrebbe piuttosto prestare maggiore attenzione alla gestione dei rifiuti, visto che vicino ai cassonetti o ai bordi delle strade campeggiano spesso vere e proprie discariche. Convivere con gli animali selvatici non è facile, ci vogliono impegno e programmazione: in questo caso sono mancate entrambe. Chiediamo al sindaco Raggi di trovare subito una soluzione diversa per la sicurezza dei cittadini, che sia civile nel rispetto dell’ambiente e della vita, come ad esempio la sterilizzazione e l’utilizzo di mangime medicato anti concezionale, e il trasferimento dei cinghiali in oasi naturalistiche protette”.