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Emergenza rifiuti Roma, Ama presenterà due progetti per due biodigestori anaerobici

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Cassonetti per i rifiuti
Cassonetti per i rifiuti

“Sui rifiuti a Roma stiamo provando a cambiare le cose, sapendo che ci vorrà del tempo. Oggi siamo messi peggio di 10 anni fa, e la città sta pagando carissimo l’immobilismo e le “non scelte” ideologiche di chi l’ha amministrata negli ultimi anni”. Lo ha scritto su Facebook l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi.

“In contemporanea con il Piano Straordinario – aggiunge – avviato i primi di novembre, utile ad affrontare l’emergenza con una serie di interventi coordinati di pulizia, disostruzione delle caditoie stradali, raccolta delle foglie i interventi sul verde, abbiamo lavorato per aumentare gli sbocchi per il trattamento dei rifiuti raccolti, tanto che oggi disponiamo anche di un certo margine che ci consente di eliminare progressivamente gli accumuli di spazzatura ancora presenti sulle strade e ci mette al riparo da improvvise chiusure degli impianti che trattano i nostri rifiuti”.

“Abbiamo chiesto ad AMA, rinnovata nella dirigenza di vertice, un grande sforzo per riportare la città ad un livello ordinario di pulizia in tempi ragionevoli. Per quanto riguarda la gestione ordinaria futura, abbiamo già previsto, a partire dal prossimo contratto di Servizio, l’organizzazione dell’Azienda su base municipale, per renderla più adeguata alle esigenze specifiche dei territori – prosegue – e perché siamo convinti che si riesce a governare meglio una città complessa come Roma se i centri di responsabilità vengono avvicinati ai territori, e quindi ai cittadini. Questo anche in funzione di un ripensamento complessivo della raccolta, sia porta a porta che stradale, che renda più efficiente ed efficace il sistema”.

“Da lunedì prossimo – precisa – parte nel primo municipio una sperimentazione che prevede nuove modalità di raccolta dei rifiuti delle cosiddette utenze non domestiche (UND), ossia quelle delle attività commerciali, della ristorazione, degli uffici. Un sistema semplificato rispetto all’attuale, che prevede che gli esercenti a orario di chiusura delle attività, e solo allora, possano conferire i rifiuti (imballaggi, vetro, scarti alimentari) all’esterno dei locali per la raccolta da parte di AMA. Si tratta di rifiuti che oggi, purtroppo, troviamo all’interno ma anche all’esterno dei cassonetti stradali, là dove vige questa modalità di raccolta, e che di frequente intasano i contenitori costringendo i cittadini a lasciare i loro rifiuti intorno agli stessi”.

“Stiamo aumentando la possibilità per i cittadini – conclude – di conferire i rifiuti speciali direttamente presso le isole ecologiche, ampliando gli orari di apertura sette giorni su sette. Nell’ottica di combattere le discariche abusive, con la Polizia Locale stiamo valutando la possibilità di monitorare le aree critiche con strumenti elettronici.
Da ieri abbiamo cominciato a muoverci concretamente sul fronte della strategia di medio periodo, con la delega della Giunta Capitolina ad Ama a partecipare ai bandi del Pnrr che finanziano interventi per la realizzazione e l’ammodernamento degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani. Entro metà febbraio l’azienda dovrà presentare due progetti per due biodigestori anaerobici, impianti che consentono il trattamento dei rifiuti organici attraverso un processo di compostaggio in ambiente privo di ossigeno. La frazione organica oggi a Roma pesa per oltre 150 mila tonnellate l’anno, che per la quasi totalità vengono portati presso impianti nelle Regioni del Nord per ricavarne fertilizzanti per l’agricoltura e biogas. Trattarli localmente significa risparmi di spesa consistenti, minor inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto e possibilità di produrre energia Anche a seguito dell’avvio di un proficuo confronto tra AMA e ACEA sui rispettivi piani industriali, a queste deleghe ne seguiranno altre a breve, sempre a valere sui fondi PNRR, per la realizzazione di altre tipologie di impianti di raccolta, separazione, trattamento delle varie frazioni di rifiuto per avviarle poi al riuso e al riciclo.

Questo è quello che abbiamo avviato in un mese e mezzo. Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, e quello dei rifiuti lo è. Noi stiamo provando a cambiare le cose”.