Home Ambiente Un mondo senza combustibili fossili nel 2050? Si può fare!

Un mondo senza combustibili fossili nel 2050? Si può fare!

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«Ci sono buone possibilità che alla conferenza di Glasgow si decida di porre fine all’utilizzo dei combustibili fossili». Lo ha detto, nel corso di un’intervista pubblicata il 23 maggio da “La Stampa”, il prof. Jeffrey Sachs, direttore del Center for Sustainable Development della Columbia University e consigliere del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Sachs ha spiegato che «nel mondo sta succedendo qualcosa di molto serio. Cambia la direzione delle compagnie energetiche, ad esempio nel cambio delle fonti rinnovabili e le auto elettriche, ma anche nel settore finanziario per i soldi investiti nella decarbonizzazione».

La diplomazia punta a far sì che, alla 26a Conferenza delle Parti (COP26) della Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che si terrà a Glasgow nel novembre 2021, tutti i governi si impegnino a realizzare zero emissioni entro il 2050. «Europa e Usa ci sono, la Cina deve anticipare dal 2060», ha affermato Sachs. «Penso che esista la possibilità di uscire da Glasgow con un cambiamento politico ancora più serio, ossia l’approvazione della richiesta contenuta nel Rapporto della International Energy Agency (IEA) di porre fine a tutti gli investimenti nei combustibili fossili». Il Rapporto speciale dell’IEA a cui Sachs fa riferimento ha per titolo “Net Zero by 2050: a Roadmap for the Global Energy Sector” e prevede in maniera dettagliata uno dei più grandi cambiamenti di produzione ed utilizzo dell’energia nella storia dell’umanità. Il Rapporto dell’IEA tiene conto delle tecnologie già disponibili e di quelle che si svilupperanno nei prossimi trent’anni, prevedendo risultati eccezionali. Entro il 2035 non saranno più vendute autovetture nuove con motore a combustione interna, ed entro il 2040 l’intero comparto elettrico avrà raggiunto l’obiettivo di emissioni zero. Il balzo della spesa pubblica e privata che verrà investita nella rivoluzione verde creerà milioni di posti di lavoro nell’energia pulita, nonché nei settori dell’ingegneria, della produzione e delle costruzioni. E questo determinerà una forte crescita del PIL globale. Di grande rilievo anche il miglioramento dell’efficienza energetica (più 4% l’anno). Già a partire da questo momento, non sarà più necessario avviare lo sfruttamento di nuovi giacimenti di petrolio e gas naturale.

Secondo lo scenario disegnato dall’IEA, nel 2050 il consumo di combustibili fossili a livello mondiale dovrebbe scendere al 20% (attualmente è dell’80%), mentre l’energia elettrica prodotta dal solare e dall’eolico dovrebbe passare al 70% del totale. Nel 2050, il 90% della produzione di elettricità sarà generata da fonti rinnovabili, come l’eolico, il solare fotovoltaico, l’idroelettrico, il geotermico e l’energia nucleare. Il punto di vista di Sachs e dell’IEA non è isolato ed è condiviso anche da alti esponenti governativi di Stati Uniti, Europa, Cina e Stato Vaticano. Secondo quanto riportato dal settimanale britannico “The Tablet”, Papa Francesco e importanti funzionari vaticani hanno tenuto un incontro con i ministri delle finanze di sette Paesi su come indirizzare lo sviluppo mondiale dopo la pandemia da Covid. Il 14 maggio, organizzato e ospitato dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, si è svolto alla Casina Pio IV in Vaticano un incontro internazionale sul tema “Dreaming of a Better Restart”. L’incontro a porte chiuse è stato introdotto da: Joachim von Braun, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze; Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali; mons. Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere delle due Accademie Pontificie; mons. Paul R. Gallagher, Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati.

I lavori si sono svolti in due sessioni: la prima intitolata “Solidarietà finanziaria e fiscale” e la seconda intitolata “Sostenibilità ecologica integrale”. Il discorso di apertura della prima sessione è stato tenuto da Kristalina Georgieva, Direttrice del Fondo Monetario Internazionale. Alla stessa sessione è intervenuta in collegamento online anche Janet Yellen, Segretario del Tesoro degli Stati Uniti. Il prof. Jeffrey Sachs, nel suo intervento, ha definito l’iniziativa “Belt and Road” – la cosiddetta “Nuova via della seta” cinese – «come una delle iniziative di sviluppo economico più importanti nella storia dell’economia contemporanea». La nota di programma della prima sessione ha ribadito la necessità della ristrutturazione ed eventuale cancellazione del debito, ricordando che «il G20 si è recentemente impegnato a favore della Debt Service Suspension Initiative (DSSI), un processo che deve coinvolgere anche il settore privato».

Il discorso di apertura della seconda sessione sulla “Sostenibilità ecologica integrale” è stato tenuto da John Kerry, inviato presidenziale speciale degli Stati Uniti per il clima. Alla sessione è intervenuto a distanza anche il presidente dell’Unione africana e presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix Tshisekedi. Ha partecipato all’incontro anche il presidente della Fondazione Rockefeller, Raj Shah, che ha presentato alcuni progetti umanitari. Il 15 maggio, giorno successivo all’incontro svoltosi alla Casina Pio IV in Vaticano, John Kerry è stato ricevuto da Papa Francesco. Non sono state emanate informazioni ufficiali in merito ai contenuti del dialogo tra il Santo Padre e l’esponente statunitense, ma alcune fonti hanno successivamente rivelato che il Papa parteciperà alla COP26 in programma a Glasgow a novembre. (Antonio Gaspari, direttore www.orbisphera.org)