Home Cronaca Nemmeno la DAD ferma l’orto “figlio del Covid-1” accudito dai bambini di...

Nemmeno la DAD ferma l’orto “figlio del Covid-1” accudito dai bambini di Liedolo

Ha preso il via l’orto pensato, coltivato e gestito dagli 86 alunni della primaria Barbarigo. Un progetto nato per superare i limiti della pandemia e riconquistare il valore relazioni all’aria aperta.

346
CONDIVIDI

la notizia

L’orto “figlio del Covid-1”di Liedolo di San Zenone degli Ezzelini
L’orto “figlio del Covid-1”di Liedolo di San Zenone degli Ezzelini

Superare le barriere prodotte dalla pandemia attraverso …. un orto. E’ questo lo spirito con cui gli alunni della scuola primaria Barbarigo di Liedolo dell’I.C. San Zenone degli Ezzelini, nel trevigiano, hanno intrapreso un’iniziativa che non ha eguali e che – nonostante l’attivazione della zona rossa e della DAD – continua anche in queste settimane. Proposta da alcuni insegnanti all’inizio dell’anno scolastico, il progetto parte dalla consapevolezza che i bambini hanno subito pesantemente – ancor più degli adulti – il distanziamento fisico che ha comportato difficoltà di relazione e una generale diffidenza. Un cambiamento molto pesante per la quotidianità dei più piccoli che i docenti, con il supporto della dirigente scolastica, dottoressa Paola Zanon, hanno voluto trasformare in un’opportunità didattica e sociale.

Interpretando le indicazioni dei protocolli diffusi dal Ministero dell’Istruzione e applicando le indicazioni nazionali della scuola primaria che promuovono competenze europee tra cui la sostenibilità, la capacità di fare impresa e l’educazione civica, i docenti hanno voluto incentrare le attività sul valore dello stare all’aria aperta, in quanto capace di ridurre di molto i rischi del contagio e favorire il benessere degli alunni.

Come? Realizzando un orto pensato, preparato e coltivato dagli alunni stessi. Ed è questa la vera originalità del progetto. Fondamentale, per l’avvio del progetto, la collaborazione tra l’Istituto comprensivo, il Comune e la Parrocchia che ha messo a disposizione un terreno incolto di proprietà, distante circa 60 metri dalla scuola. L’uso dello spazio è formalizzato con una convenzione messa a punto proprio in questi giorni.

Che l’orto sia gestito dalla A alla Zeta dagli alunni è testimoniato dal fatto che anche tutta la fase propedeutica al suo avvio ha visto coinvolti i bambini di tutte le classi, ciascuna con un compito diverso. Se la prima si è occupata dell’elenco degli attrezzi necessari per gestire l’orto, la seconda si è dedicata al loro recupero e ad eseguire i prelievi del terreno, utili per le analisi eseguite dagli alunni della terza che hanno studiato il ph ed il drenaggio della terra. La quarta, invece, ha svolto l’analisi economica del progetto, stilando anche preventivi, approfondendo bilancio e risorse, mentre la quinta ha predisposto il progetto vero e proprio realizzando un plastico.

In queste ultime settimane gli alunni sono passati ai fatti: con l’aiuto di alcuni nonni del paese che si sono occupati dell’aratura e della fresatura del terreno, hanno predisposto anche i terrazzamenti nella parte più collinare dove ora trovano posto 9 aiuole e 2 aiuole a spirale utilizzando mattoni “storici” fatti con l’argilla delle cave di Liedolo e donati da Angelo Citton. E’ qui che – con la supervisione del botanico Bruno Martino e di Patrizia Tedesco – verranno collocate piante aromatiche medicinali da cui ricavare oli e tisane. Gli alunni hanno quindi provveduto a completare l’orto piantando diversi ortaggi tra cui cipolle, piselli, aglio, patate.

Il programma originale avrebbe previsto ora che, con le coltivazioni piantate, ogni giorno a turno, una classe si prendesse cura dell’orto, annaffiandolo ed estirpando le erbacce ed ogni mercoledì mattina, invece, l’insegnante avrebbe fatto il punto della situazione con due bambini per ciascuna classe e programmerà le attività successive.
Tanti sono, infatti, i progetti collaterali in cantiere: dalla staccionata da realizzare a sud, all’avvio del semenzaio a scuola allo spaventapasseri da collocare nell’orto con una funzione tutt’altro che minacciosa, e cioè quella di attirare gli uccellini.

Con l’avvio della DAD, a partire da lunedì 15 marzo, i pilastri del progetto non sono però venuti meno. Sfruttando la possibilità di poter passeggiare all’aria aperta nei pressi della propria a abitazione, a turno i bambini si dedicheranno all’annaffiatura dell’orto mentre l’incontro del mercoledì per fare il punto è confermato, ma in modalità online. E sempre in modalità virtuale gli alunni poteranno avanti la redazione del giornalino scolastico in uscita dopo Pasqua dove sarà presentato il progetto orto.

Interviene la dirigente Paola Zanon: “Sappiamo che la pedagogia si è orientata nel riscoprire e valorizzare l’ambiente esterno come risorsa educativa, spazio formativo, esperienziale, sensoriale mediante una progettualità Outdoor Education. L’ambiente esterno “outdoor” , il nostro “l’orto a scuola”, assume la valenza di un contesto educante che, oltre ad essere un luogo in cui si apprende, offre l’opportunità di rafforzare il senso di rispetto per l’ambiente naturale(riconosciuto anche dall’art.9 della Costituzione Italiana) e consente di esprimere e potenziare le competenze emotivo- affettive, sociali, espressive, creative e senso-motorie, che soprattutto proprio adesso, in questa situazione di pandemia, sono negate.

Questo percorso formativo-operativo sottintende un “viaggio dallo spazio chiuso dell’aula agli spazi aperti dell’orto” :Il focus non è tanto il semplice “uscire”, ma il riflettere sulle esperienze svolte in esterno, il che comporta una connessione continua delle varie fasi, fatte di uscite e rientri, teoria e pratica, previsione e progettazione delle esperienze, momenti di monitoraggio, valutazione critica e documentazione…
Un laboratorio di ricerca a cielo aperto per l’apprendimento interdisciplinare e cooperativo, dove lavorare insieme, alunni ed insegnanti, nel rispetto dei molteplici stili cognitivi e dei diverso tipo di intelligenza di ciascun bambino, al fine di valorizzare le differenze individuali e la forza del lavoro di gruppo.
Questo ridefinisce il modo di essere insegnante, il modo in cui si impara, il modo di fare ed essere scuola”.

Aggiunge il sindaco, Fabio Marin: “mi piace pensare che, con questo progetto, la scuola primaria di Liedolo diventa una scuola che si apre nello spazio e nel tempo perché permette ai suoi alunni di scoprire e di esprimersi anche in un luogo esterno a quello scolastico e di comprendere come lo scorrere del tempo sia funzionale all’evolvere della natura e della vita”.

L’aver piantato un ortaggio nell’orto fa infatti sì che il bambino, anche quando è a casa, ne immagini la sua trasformazione, la sua crescita, ed abbia poi modo di testarla in prima persona, visitando e occupandosi dell’orto nei giorni successivi.

Notevole, inoltre, il valore didattico dell’iniziativa per cui tutte le fasi per la realizzazione e la coltivazione dell’orto richiedono competenze trasversali, dalla matematica, alle scienze, alla geografia, all’italiano.
Ma non solo.

“Ma va sottolineata anche l’importanza sociale del progetto che unisce, crea legami permettendo da un lato alle classi di sentirsi un corpo unico e dall’altro di tessere preziose relazioni con l’esterno, facendo loro comprendere l’importanza del lavoro in rete e, non ultimi degli adulti sia in forma individuale che attraverso le istituzioni”, conclude il sindaco, Fabio Marin.

Prosegue il parroco don Manuel: “L’iniziativa è tanto più apprezzabile in questo momento storico perché consente ai bambini di recuperare in parte la spensierata socialità del periodo pre-pandemico. Ma dà permette anche alla scuola di diventare esperienza, offrendo agli alunni la possibilità di esperire, di passare dalla teoria ai fatti, di “sporcarsi le mani” e, in definitiva, di sperimentare nel pratico quella che sarà in futuro la vita”.

Le sinergie non hanno riguardato solo amministrazione comunale e parrocchia.
Significativo è stato anche lo scambio con l’Istituto agrario Parolin di Pove del Grappa grazie al quale – con il coordinamento del prof. Lucietto – le classi di terza superiore hanno insegnato ai piccoli alunni le tecniche per realizzare le aiuole, per piantumare e per concimare. Ma anche la collaborazione con il Gruppo Oasi Sa Daniele e dell’ornitologo Stefano Tasca, data l’intenzione di creare un “byrd garden” nei pressi dell’orto, dove attirare gli uccellini da osservare.