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Piazza Grande: Animalisti Italiani, il metodo Repubblica colpisce ancora. Caporale non è un esponente di Forza Italia.

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“Apprendiamo a mezzo stampa il tentativo de ‘la Repubblica’ di screditare il buon nome dell’associazione Animalisti Italiani riconducendolo a una forza politica. Ravvisiamo nell’articolo apparso in data 14 ottobre su RepTv – dal titolo ‘Gli animalisti irrompono alla convention di Zingaretti. Il leader è un esponente di Forza Italia’ – una grave lesione all’onore e al prestigio di un ente morale che si batte quotidianamente a tutela dell’ambiente e a difesa dei diritti degli animali”. Così in una nota Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani onlus. “In particolare si fa presente che, contrariamente a quanto affermato, il sottoscritto non è stato mai un esponente di Forza Italia come titolato nell’articolo di GEDI Gruppo Editoriale e non ‘confluì in Forza Italia’ come ribadito nella chiusura dello stesso – spiega – Sono stato per 26 anni nella Federazione dei Verdi, ricoprendo il ruolo di Capogruppo regionale del Sole che Ride per due Legislature in Abruzzo e mi sono riscritto al partito ecologista a inizio 2018. Nel maggio 2017 avevo partecipato alla Convention del Movimento Animalista, a cui non mi sono mai iscritto anche se avevo aderito al progetto, ma già dopo 4 mesi, settembre 2017, avevo abbandonato ufficialmente il Movimento Animalista. Il Presidente di una onlus si rapporta con tutti i leader delle forze politiche per tradurre nelle Istituzioni le istanze animaliste. Noi siamo apartitici e indipendenti”. Conclude Caporale: “troviamo allarmante che si usi l’informazione per condizionare l’opinione pubblica in maniera fuorviante diffondendo notizie non verificate e spacciate per vere con un obiettivo che è politico e non informativo. Repubblica invece di soffermarsi sulle ragioni della contestazione ha preferito riportare informazioni erronee al fine di ingenerare nel lettore il convincimento che Zingaretti fosse vittima della claque berlusconiana. La mia associazione ha voluto denunciare in maniera pacifica la grave aggressione alle aree protette del Lazio e alla sua biodiversità. Non vi è stata alcuna menzione sull’insulto che il Presidente della Regione ha mosso contro i dimostranti, definendoli addirittura dei ‘malati psichiatrici’. Non vi è traccia sul giornale delle aggressioni subite dalle donne animaliste. La libertà di stampa per noi costituisce un elemento portante e fondamentale della democrazia, ma la diffusione di fake news uccide il giornalismo”.