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La Transizione del Settore Moda: Criticità e Soluzioni

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La Transizione del Settore Moda: Criticità e Soluzioni
La Transizione del Settore Moda: Criticità e Soluzioni

Si è tenuta ieri la tavola rotonda dal titolo “La Transizione del Settore Moda: Criticità e Soluzioni”, organizzata dal think tank AWARE. L’evento, svoltosi online, ha approfondito i contenuti del paper redatto dagli analisti di AWARE sul tema della sostenibilità del settore moda e delle potenzialità, insieme alle difficoltà, di una transizione ad un’economia più circolare, inclusiva e responsabile.

Sono intervenuti durante l’evento: il Dott. Valerio Cavazzuti, dirigente al Ministero dello Sviluppo Economico presso la Divisione VII; Willy Gallia del gruppo Schneider; Francesca Romana Rinaldi, Professor in Strategy and Fashion Management; Francesca Polato Marketing Manager dell’azienda Berto e Lorenzo Giacomella di AWARE. Ha moderato il dibattito Silvia Gambi, giornalista professionista ed esperta di moda sostenibile.

Ilaria Fontana, Sottosegretaria di Stato al Ministero della transizione ecologica, ha introdotto l’evento con un videomessaggio nel quale ha ricordato come quelli della transizione ecologica e della ripresa verde siano temi che è necessario affrontare nella loro accezione tanto ambientale quanto sociale. “Accanto ai concetti di innovazione e di sostenibilità ambientale è ormai essenziale parlare anche di sostenibilità sociale” ha spiegato. “Lavoro e ambiente non vanno infatti visti come concetti dicotomici, ma vanno inseriti all’interno di una cornice di responsabilità sia ambientale che sociale”.

Ad aprire il dibattito è stato Valerio Cavazzuti che, dopo aver richiamato l’attenzione sul fondamentale ruolo che il comparto tessile riveste per l’economia italiana, ha sottolineato la necessità di integrare le istanze ambientali all’interno delle strategie di settore, valorizzando e promuovendo iniziative che possano condurre anche ad una maggior tracciabilità lungo la catena di approvvigionamento. “Trasparenza e sostenibilità”, ha detto, “sono elementi centrali per la ricerca in questo settore e sono temi su cui il MISE è a lavoro con l’obiettivo di sostenere la circolarità e la competitività del comparto moda”.

Trasparenza e tracciabilità sono elementi centrali per il Gruppo Schneider che è attualmente impegnato su diversi fronti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e contrastare le cause del cambiamento climatico. “Quello che stiamo facendo ora” ha dichiarato Willy Gallia, “è puntare sulla tracciabilità: grazie ad una tracciabilità chiara e trasparente è possibile creare e trasmettere valore non solo all’interno, ma anche all’esterno dell’azienda”.

Sul tema della tracciabilità e trasparenza di filiera si è incentrato anche l’intervento di Francesca Romana Rinaldi: “È importante sviluppare uno standard comune di tracciabilità e trasparenza che fornisca a tutti gli stakeholders gli strumenti per interpretare e verificare i claim di sostenibilità e di circolarità” ha spiegato. “Si tratta di un obiettivo sfidante che richiede un approccio collaborativo e che può generare valore per tutti gli attori coinvolti”.

Come ha evidenziato Lorenzo Giacomella, analista di AWARE, le criticità però perdurano e sono spesso difficili da superare, “mancano ancora framework normativi definiti per il greenwashing e per il sustainable procurement, che siano in grado di stabilire regole comuni ed applicabili in maniera omogenea”. È inoltre necessario lavorare su una maggiore sensibilizzazione dei consumatori, in particolare su temi come l’impatto sociale, la parità di genere e la sicurezza dei lavoratori in un settore critico come quello della moda.

Francesca Polato ha poi aggiunto una riflessione su cosa voglia dire comunicare la sostenibilità: “La transizione ecologica è lunga e dispendiosa, per questo molte aziende si limitano a raccontare la sostenibilità invece di farla realmente. Il termine ‘sostenibile’ è diventato inflazionato e manca ancora una regolamentazione e delle sanzioni per chi pratica greenwashing e per chi non applica nel concreto la sostenibilità.”

Al termine della tavola rotonda, AWARE ha presentato una proposta di policy volta a sviluppare maggiore tracciabilità e trasparenza nel settore tessile. Tra i punti principali c’è l’istituzione a livello nazionale di programmi di finanziamento atti a coprire parzialmente o interamente le spese delle aziende sostenute per l’ottenimento di certificazioni di sostenibilità. Diventa così importante supportare quelle realtà che si impegnano in progetti sostenibili virtuosi mettendo in luce come la loro attività miri a diminuire l’impatto ambientale. L’obiettivo finale è quello di generare standard di sostenibilità uniformi all’interno del settore tessile e di definire nuove regole di trasparenza sulle conseguenze socio-ambientali dell’attività economica delle imprese che vi operano.