Home Politica Elezioni europee 2019, i risultati premiano la Lega come partito guida del...

Elezioni europee 2019, i risultati premiano la Lega come partito guida del centrodestra

630
CONDIVIDI

Chi sono i veri vincitori di queste elezioni, non soffermandosi solo sulle percentuali elettorali ma analizzando i voti assoluti dei partiti il primo dato che emerge che il partito con maggior voti è quello dell’astensione. Se volessimo ricalcolare i dati elettorali sul totale del corpo elettorale cioè il 100% dei votanti le percentuali cambierebbero radicalmente la lega sarebbe al 19%, il pd al 12% e il m5s al 9.5%. Analizzando i dati assoluti, cioè i voti ricevuti dai partiti, emerge come primo dato quello della lega che dalle europee del 2014 ha incassato 7500000 di voti in più, incrementando il consenso anche rispetto alle politiche del 2018 di 3500000 voti, diventando il primo partito in tutte le 3 circoscrizioni del nord e ottenendo un ragguardevole successo anche nelle circoscrizioni meridionali. Il risultato dimostra che la scelta sovranista non ha intaccato al nord la base elettorale delle lega secessionista, il dato ancora più interessante e che Salvini ottiene risultati fino a qualche anno fa impensabili nelle ex regioni rosse e nell’Italia insulare. La Lega si afferma come una forza politica nazionale e come partito guida del centro- destra italiano, scalzando definitivamente Forza Italia da questo ruolo.

Fratelli d’italia è l’altra formazione politica che in queste europee ha ottenuto un aumento dei voti dalle europee del 2014 conquistando 700000 voti e 300000 dalle politiche del 2018 ottenendo addirittura il quarto posto nella circoscrizione dell’Italia centrale, ricalcando quasi la geografia del voto che aveva un tempo il Movimento Sociale Italiano. Sembra avere pagato la politica della Meloni tesa a costruire un governo sovranista che sembra essere stato premiato dall’elettorato di destra.

Il partito democratico non è riuscito a riconquistare voti rispetto alle elezioni del 2018, dove aveva ridimensionato notevolmente i suoi voti perde altri 100000 voti, per adesso non sembra ancora invertita la tendenza elettorale dei democratici ma solo contenuta, la geografia del voto del pd è molto articolata ottenendo il primo posto unicamente in Toscana, dopo anni di caduta libera si assiste a una timida ripresa in alcune regioni rosse, mantenendo il secondo posto al nord e al centro ma arrivando terzi in tutte le regioni del sud e nelle isole che rimangono ancora ostiche per il partito democratico.

Il grande sconfitto di queste elezioni è il m5s, è notizia di oggi che il vicepremier Di maio ha sottoposto alla piattaforma Rousseau il suo ruolo di capo politico del movimento, riducendo di un 1300000 i voti rispetto alle europee del 2014, ma paragonando i dati alle politiche del 2018 la perdita di consensi è enorme parliamo di una differenza di più di 5000000 di voti, nelle circoscrizioni del nord il consenso dei 5 stelle è stato cannibalizzato dalla lega, mentre riesce a tenere i consensi al sud e nelle isole.

Stiamo forse assistendo allo sgretolamento del movimento 5 stelle che sembra perdere elezione dopo elezione il grande consenso nel paese.

L’altro grande sconfitto di queste elezione è Forza Italia che dalle europee del 2014 continua a perdere consensi, sembra una diaspora ormai inarrestabile, parliamo di 3500000 di voti in meno rispetto alle precedenti europee e di 2700000 rispetto alle politiche. L’unico dato in controtendenza nella geografia elettorale è quello della Sicilia dove ottiene il 17% che permette di a FI nella circoscrizione insulare di supera Fdi e arrivare quarta. I dati danno l’idea dell’estinzione dell’area moderata di centro desta italiana, Berlusconi candidato in quattro delle cinque circoscrizioni raccoglie solo 560000 preferenze una vera caporetto. Forza Italia dovrebbe provare a rinnovare il suo establishment che sostanzialmente è lo stesso dal 1994, chiarendo finalmente la sua posizione rispetto a fdi e La lega.

Queste europee testimoniano anche la sconfitta della sinistra, che in tutte le sue formazioni tra cui La sinistra e il partito comunista raccolgono in dati assoluti 700000 voti evidenziando un definitivo allontanamento da parte dell’elettorale dal campo radicale. Nonostante il risulta del partito comunista che rispetto alle elezioni politiche raddoppia i consensi da 100000 a 200000.

Possiamo dire che da tempo al sinistra antagonista non intercetta il malcontento della società, proponendo formule inadeguate o arcaiche. In Italia, inoltre, anche ciò che rimane delle forze di sinistra è posto sotto la guida di un gruppo dirigente che non riesce più ad essere attrattivo per il suo elettorato.

Questa è la seconda volta nella storia che la sinistra italiana non elegge nessun rappresentante al parlamento europeo.

L’altra formazione politica che aumenta i consensi è europea verde che guadagna in voti assoluti 420000 voti, usufruendo dell’onda verde che ha premiato i partiti verdi del nord europea con risultati altissimi non paragonabili al risultato italiano.

Analizzando la geografia dei voti i verdi sono stati gli italiani all’estero e i verdi del Trentino a guidare questa avanzamento del partito e i candidati di possibile in coalizione con i verdi ottenendo molte preferenze personali.

I verdi italiani devono avviare ora più che mai un rinnovamento profondo delle loro strutture e del modo di fare politica,avviando un nuovo grande movimento ambientalista con nuovi leader giovani e donne, guardando al percorso intrapreso dai verdi tedeschi che si sono recati presso le fabbriche per parlare di economia green e di sostenibilità ambientale.

Forse in Italia anche guardando agli inaspettati 159000 voti del partito animalista potrebbe riaprirsi una nuova stagione dell’ambientalismo e dell’animalismo.

Guardando invece al dato di +europa, il risultato elettorale che emerge è molto al di sotto delle aspettativa iniziali,a differenza dei verdi non ha avuto nessun avanzamento dei consensi rispetto ai risultati in Europa delle formazioni liberali, non è calcolabile il calo dei voti visto le varie formazioni che sono confluite all’interno della lista per queste elezioni, che comunque evidenzia un calo del consenso.

Salvini festeggia la vittoria in patria ma i risultati evidenziano che comunque tra lui e Le Pen avranno a disposizioni 58 europarlamentari rimanendo comunque marginali all’interno del parlamento europeo.

Guardando dall’altra parte del emiciclo del parlamento la sinistra nordica (Gue) rimane stabile a 35-38 seggi, perdono una quarantina di seggi i Socialisti (S&D) arrivando a 149-150 seggi.

I popolari europei (EPP) subiscono un crollo verticale parliamo di circa 100 seggi in meno arrivando ad avere 180 europarlamentare, mentre gli ultra conservatori di Ecr rimangono stabili con una sessantina di seggi.

Chi aumenta i seggi in parlamento sono i Populisti dell’EFDD arrivando ad avere una cinquantina di seggi, i Verdi con una sessantina di eurodeputati si candidano presumibilmente ad essere il primo partito d’opposizione all’interno del parlamento europeo.

I liberali dell’ALDE con i suoi 100 seggi saranno indispensabili, visto i numeri dei socialisti e dei popolari unendo anche le forze di destra,per raggiungere il numero necessario di voti per dar vita ad una nuova maggioranza parlamentare.