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Roma perde il suo ottavo assessore

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L’assessore Montanari ieri ha comunicato le sue dimissioni dopo il voto contrario della giunta capitolina al bilancio di Ama. Lo scontro verteva sul fondo da 18 milioni di euro inserito inizialmente dal cda ama nel marzo 2018 nel suo bilancio come crediti verso il comune, successivamente coretto nel dicembre 2018 trasformandolo in un fondo rischio per i crediti cimiteriali relativi al periodo compreso tra il 2008 e il 2016. L’assessore Lemmetti in accordo con la Sindaca Raggi avrebbe optato per la bocciatura del bilancio, anche in virtù del contenzioso in atto su quei crediti. A votare contro la bocciatura è stata solo l’assessore Montanari, fedelissima di Beppe Grillo e da sempre vicina all’Ad di Ama Lorenzo Bagnacani, questa sua scelte le è costato il suo posto in giunta. Non crediamo che solo la sua contrarietà al bilancio l’abbia portata fuori dalla giunta capitolina, ma anche il lungo braccio di ferro tra le due cordate Lemmetti-Raggi e Montanari-Bagnacani, che va avanti da molto tempo.

Non bisogna sottovalutare neanche le continue lamentele di consiglieri capitolini e presidenti di municipio 5 stelle sulla gestione del verde della città e sulla situazioni dei secchioni, che possono aver pesato sulla decisioni di dimettersi della Montanari. Alla luce della bocciatura del bilancio Ama adesso bisognerà capire quale sarà la strada che la giunta vorrà intraprendere per risanare l’azienda, si apre una rischiosa crisi di liquidità visto la richiesta di approvazione del bilancio è stata dettata come condizione indispensabile per le banche per tenere attive le linee di credito. Il vero rischio è la messa in liquidazione di una società strategia per Roma. La Montanari a successivamente alle dimissioni ha dichiarato all’Ansa: “Ritengo di fatto del tutto ingiustificata la bocciatura del bilancio che getta un’azienda che dà lavoro a oltre 11.000 romani in una situazione di precarietà che prelude a procedure fallimentari”.

Non si è fatta attende la replica dell’assessore Lemmetti:”Gli allarmismi su Ama sono del tutto infondati e ingiustificati. L’azienda resterà pubblica e va verso un risanamento reale, mettendo al centro il servizio ai cittadini. Escludo categoricamente che Ama abbia bisogno di un concordato o di altre procedure concorsuali. Quando è servito abbiamo avuto il coraggio di intraprendere quella strada. Non è il caso di Ama”. Il gruppo capitolino del pd ha dichiarato riguardo alle dimissioni: “Un atto dovuto anche se tardivo. Anche la sindaca Raggi dovrebbe seguire con coraggio l’esempio dato dalla sua assessora”.