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Spagna sotto shock, Julio Iglesias accusato di aggressioni sessuali. Emergono dettagli macabri dalle denunce

14/01/2026

Spagna sotto shock, Julio Iglesias accusato di aggressioni sessuali. Emergono dettagli macabri dalle denunce
Due donne hanno presentato una denuncia alla Fiscalía de la Audiencia Nacional contro Julio Iglesias per tratta di esseri umani, aggressioni sessuali e violazioni dei diritti dei lavoratori. I fatti contestati risalirebbero al 2021 e si sarebbero verificati nelle residenze del cantante in Repubblica Dominicana e Bahamas. La notizia emerge da un’inchiesta congiunta che ha portato il caso davanti alla giustizia spagnola grazie alla nazionalità dell’indagato, elemento che consente la competenza dei tribunali di Madrid anche per condotte avvenute all’estero. L’iniziativa legale è sostenuta da Women’s Link Worldwide, che chiede misure di protezione immediate per le denunciante.

Accuse, contesto e richiesta di tutela

Secondo l’atto depositato, le due ex lavoratrici — identità protette per vulnerabilità socioeconomica e timore di ritorsioni — descrivono un ambiente di controllo e intimidazione. Le imputazioni prospettate includono la tratta a fini di lavoro forzato e servitù, con presunti aggravanti legati alla posizione di potere e all’azione coordinata di più persone. Oltre alla tratta, vengono ipotizzati reati contro la libertà e l’integrità sessuale (aggressioni e molestie), lesioni e violazioni sistematiche delle norme lavoristiche: assenza di contratto, condizioni abusive, mancanza di riposi, compressione della dignità personale. Le legali chiedono che la Fiscalía disponga misure urgenti: anonimato rafforzato, limitazioni di contatto e prevenzione di pressioni esterne. L’impostazione giuridica richiama il concetto di intimidazione ambientale, già utilizzato in precedenti giudizi, per spiegare una coercizione che può operare senza minacce esplicite ma attraverso un clima di paura costante. La competenza dell’organo inquirente — la Fiscalía de la Audiencia Nacional — viene invocata proprio per la gravità e la dimensione transnazionale delle condotte descritte.

Controlli medici imposti e possibili profili discriminatori

Un capitolo centrale dell’esposto riguarda controlli sanitari che sarebbero stati imposti alle lavoratrici: test per malattie sessualmente trasmissibili, prove di gravidanza ed ecografie ginecologiche, con accesso completo ai risultati. La documentazione citata indicherebbe esami svolti in strutture private locali nel 2021. Secondo le ricostruzioni, tali pratiche non avrebbero attinenza con le mansioni svolte e sarebbero avvenute in forma collettiva, solo per il personale femminile interno. Le difese delle denunciate richiamano la normativa dominicana e i convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che vietano test di gravidanza o HIV imposti dal datore e considerano discriminatori controlli ginecologici non giustificati dall’attività. Questo profilo, se confermato, rafforzerebbe l’ipotesi di abuso di potere e di violazione dei diritti fondamentali sul luogo di lavoro.

Silenzi, verifiche e il passaggio decisivo

I media che hanno condotto l’inchiesta riferiscono di ripetuti tentativi di ottenere una versione dall’artista e da figure di responsabilità nelle residenze, senza riscontri sostanziali. Il dossier consegnato alla Fiscalía include testimonianze, contesto sociale di provenienza delle lavoratrici e un’analisi delle asimmetrie di potere che avrebbero reso difficile opporsi o denunciare prima. Ora l’attenzione si sposta sulle valutazioni preliminari del pubblico ministero: tutela delle vittime, qualificazione giuridica dei fatti, eventuale apertura formale dell’indagine. È qui che il caso può cambiare scala — dalle ricostruzioni giornalistiche alle decisioni processuali — e rivelare se gli elementi raccolti saranno ritenuti sufficienti a superare la prima soglia giudiziaria.