Bio in Italia, acquisti a 4,44 miliardi: a Roma il progetto Confoliva
17/06/2026
Gli acquisti domestici di prodotti biologici in Italia hanno raggiunto nel 2025 il valore di 4,44 miliardi di euro, con un aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente. Il dato, diffuso da Ismea, segna la crescita più alta dell’ultimo quinquennio e supera nettamente l’andamento complessivo del paniere agroalimentare, fermo al 3,7%. In questo scenario si inserisce il progetto “Filiera Biologica Mediterranea”, promosso dall’Organizzazione di Produttori Confoliva e sostenuto dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Forestale.
Quindici aziende in sette regioni
Il progetto coinvolge 15 aziende certificate biologiche distribuite in sette regioni italiane. Le imprese rappresentano tutti i segmenti della filiera, dalla coltivazione alla produzione primaria, dalla trasformazione fino alla commercializzazione e alla distribuzione al consumatore finale.
L’obiettivo è costruire un modello integrato capace di valorizzare il biologico mediterraneo come sistema produttivo, culturale e territoriale. Non si tratta soltanto di promuovere singoli prodotti, ma di raccontare una filiera completa, fondata su qualità, sostenibilità ambientale, salute, ospitalità rurale e capacità di fare rete tra aziende.
La crescita dei consumi biologici conferma un cambiamento nelle scelte delle famiglie italiane. L’incidenza degli acquisti bio sulla spesa agroalimentare complessiva è salita al 4%, un dato che evidenzia una domanda più attenta all’origine, ai metodi produttivi e al valore ambientale degli alimenti.
Presentazione il 17 giugno a Roma
La Filiera Biologica Mediterranea sarà presentata ufficialmente mercoledì 17 giugno a Roma, alle 10, nella sala panel Asso.frant.o.i. in via di Vigna Murata 571/573, all’interno dell’azienda agricola dell’ITA Garibaldi.
L’occasione sarà il convegno nazionale “Filiera Biologica Mediterranea: un ecosistema di agricoltura, salute e ospitalità”, pensato come momento di confronto sul ruolo delle filiere biologiche nello sviluppo di nuovi modelli agricoli.
Al centro dell’iniziativa ci sarà l’idea di un’agricoltura capace di tenere insieme produzione, tutela dell’ambiente, benessere delle persone e valorizzazione dei territori. Una visione che guarda al biologico come leva economica, ma anche come strumento per rafforzare il legame tra aziende agricole, consumatori e comunità locali.
Dal valore della rete alla salute
Il programma prevede cinque interventi. Ad aprire sarà l’agronomo Francesco Candi, con un’introduzione sul progetto delle filiere biologiche e sull’importanza di fare rete per comunicare il valore del bio, promuoverne la conoscenza e rafforzarne il mercato.
Seguirà Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, con l’intervento “Dalla predazione alla custodia: ridefinire l’identità umana attraverso la terra”. Il contributo proporrà una riflessione sul rapporto tra agricoltura, responsabilità ambientale e ruolo dell’uomo nella cura dei sistemi naturali.
Gli aspetti nutritivi e salutistici dei prodotti biologici saranno approfonditi dalla biologa nutrizionista Sabrina Lucchetti. Il suo intervento permetterà di collegare il tema della produzione biologica a quello della qualità alimentare e della consapevolezza nelle scelte di consumo.
Agricoltura, ospitalità e benessere
Domenico Genovese, segretario regionale Lazio dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, affronterà il tema della gestione della complessità biologica nella pratica agricola quotidiana. Un passaggio tecnico, ma centrale, per comprendere come la sostenibilità si traduca in scelte operative dentro le aziende.
A chiudere la serie degli interventi sarà Pantaleo Greco, che presenterà il caso della propria azienda agraria biologica legata all’ospitalità, al gusto e al benessere. Il suo contributo porterà l’attenzione sul rapporto tra produzione agricola e accoglienza rurale, uno degli elementi più caratterizzanti del progetto.
Dopo gli interventi sarà lasciato spazio al dibattito e alle conclusioni. Il convegno punta a offrire una lettura ampia del biologico mediterraneo, mettendo in relazione dati di mercato, esperienze aziendali, salute, biodiversità e turismo rurale.
In un momento in cui il bio cresce più del resto dell’agroalimentare, il progetto Confoliva prova a trasformare questa dinamica in una proposta strutturata di filiera. La sfida è consolidare una rete di imprese capaci di produrre valore, tutelare il territorio e rendere più riconoscibile l’identità agricola mediterranea.
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