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AlmaLaurea 2026, Unifi supera le medie nazionali sul fronte occupazionale

12/06/2026

AlmaLaurea 2026, Unifi supera le medie nazionali sul fronte occupazionale

L’Università di Firenze rafforza i propri risultati sul fronte dell’occupazione dei laureati: secondo il Rapporto AlmaLaurea 2026 su laurea e lavoro, presentato a Matera, l’Ateneo fiorentino registra tassi di inserimento professionale in crescita e superiori alle medie nazionali.

Oltre 27mila laureati coinvolti nelle rilevazioni

L’analisi sui percorsi universitari ha coinvolto 10.312 studentesse e studenti Unifi laureati nel 2025, mentre l’indagine sugli esiti occupazionali ha riguardato complessivamente 17.409 laureati negli anni 2020 e 2024.

Il quadro restituito dal rapporto è positivo sia per l’ingresso nel mercato del lavoro a un anno dal titolo sia per le performance a cinque anni dalla laurea. I dati mostrano anche un miglioramento rispetto alla rilevazione precedente, confermando la capacità dell’Ateneo di accompagnare studenti e laureati nel passaggio dalla formazione all’occupazione.

Per la rettrice Alessandra Petrucci, i numeri confermano l’eccellenza dell’offerta formativa dell’Università di Firenze e la capacità di preparare studentesse e studenti al mondo del lavoro. Un risultato che, secondo l’Ateneo, dipende anche dai servizi di orientamento, tutoraggio e placement con le aziende.

Occupazione a un anno sopra la media italiana

Tra i laureati triennali intervistati a un anno dal titolo che scelgono di non proseguire gli studi, il tasso di occupazione raggiunge l’82,1%, superando la media nazionale dell’81,2%.

Il risultato è ancora più significativo per i laureati di secondo livello intervistati a un anno dal conseguimento del titolo: in questo caso l’occupazione arriva all’82,7%, contro l’80,8% nazionale. Il dato segna anche un miglioramento rispetto alla performance Unifi registrata nel Rapporto 2025, quando il tasso era pari all’81,1%.

La crescita indica una maggiore capacità di assorbimento da parte del mercato del lavoro e una buona spendibilità dei percorsi formativi fiorentini. In un contesto nazionale ancora segnato da transizioni occupazionali complesse, il superamento delle medie italiane rappresenta un indicatore rilevante per misurare l’efficacia della formazione universitaria.

A cinque anni lavora il 94,9% dei laureati magistrali

I risultati più consistenti emergono guardando alla distanza di cinque anni dal titolo. Tra i laureati di secondo livello del 2020, il tasso di occupazione raggiunge il 94,9%, in netto aumento rispetto al 92% rilevato l’anno precedente e superiore anche al dato nazionale del 94,4%.

Sul piano della stabilità contrattuale, il 46,3% dei laureati magistrali occupati a cinque anni può contare su un contratto a tempo indeterminato. Un ulteriore 18,9% ha invece avviato un’attività in proprio.

Le retribuzioni medie mensili nette si attestano a 1.489 euro per i laureati di primo livello a un anno dal titolo e arrivano a 1.828 euro per i laureati di secondo livello dopo cinque anni. Per quanto riguarda i settori di inserimento, il 53,4% dei laureati magistrali lavora nel comparto privato, il 43,2% nel pubblico e il 3,1% nel non profit. Il settore dei servizi assorbe la quota più ampia, pari all’81,3%.

Titolo efficace per quasi otto laureati su dieci

Un indicatore importante riguarda l’efficacia percepita della laurea. A cinque anni dal titolo, il 78,7% dei laureati di secondo livello considera la propria laurea molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Il dato segnala un utilizzo significativo delle competenze acquisite durante il percorso universitario nell’attività professionale quotidiana.

Il rapporto mostra anche un elevato livello di soddisfazione tra i laureati 2025. L’86,9% degli intervistati si dichiara complessivamente soddisfatto dell’esperienza universitaria a Firenze; l’80,2% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso; l’85,2% valuta positivamente il rapporto con il corpo docente e l’81,2% esprime soddisfazione per le attività didattiche.

La fidelizzazione all’Ateneo resta alta: il 71,4% degli studenti sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e la stessa Università. In parallelo, cresce la regolarità degli studi, con la quota di laureati in corso salita al 55,3%, rispetto al 51,7% della rilevazione precedente. Il 74,1% dei laureati ha inoltre svolto un’attività lavorativa durante il percorso universitario.

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma dunque per Unifi un profilo solido: occupazione oltre la media nazionale, maggiore regolarità negli studi, soddisfazione elevata e una forte connessione tra competenze acquisite e inserimento professionale.